Il volto umano tra arte e identità: Falcinelli incanta l’AbaRC con ‘Visus’
Dall’antichità ai selfie: Falcinelli esplora il significato del volto nella storia e nell’arte
07 Marzo 2025 - 17:11 | Comunicato Stampa

“Ragionando negli anni, mi sono reso conto che una delle cose che l’umanità progetta di più, con più vincoli, è la faccia perché il primo vincolo che questa ci pone è che non ce la siamo scelta”.
Con queste parole, il grafico e designer Riccardo Falcinelli ha aperto ieri pomeriggio il suo intervento in una gremita Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, presentando il suo ultimo libro “Visus. Storie del volto dall’antichità al selfie”.
Un’opera che analizza come il volto umano sia stato, fin dall’antichità, un elemento chiave di idee, riflessioni ed elaborazioni visive.
Un viaggio tra storia, arte e percezione del volto umano

L’evento, curato dalla Professoressa Giulia Romiti, ha visto la partecipazione dei docenti Michele Citro, Rosita Commisso, Monica Ferrara e Fabrizio Sebastiani.
L’incontro si è trasformato in una vera e propria “maratona caleidoscopica” dentro l’universo del designer romano, che ha esplorato il volto umano come elemento percettore esposto ogni giorno al mondo esterno.
Il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, Piero Sacchetti, ha espresso grande entusiasmo per il coinvolgimento degli studenti, i quali hanno avuto l’opportunità di approfondire temi di studio con un autore di fama internazionale.
La faccia come progetto di comunicazione

“Nessuno di noi ha scelto la propria faccia, quindi tutte le attività che facciamo per progettare il nostro volto – pettinarci in un certo modo, scegliere una montatura di occhiali, truccarci, decidere di avere la barba – si scontrano con il fatto che abbiamo un semi-lavorato dovuto al caso” – ha spiegato Falcinelli.
“L’intento è comunicativo: decidiamo di pettinarci o di non avere capelli e questa è una scelta precisa, un modo per trasmettere chi siamo e come vogliamo apparire agli altri.”
Il volto come elemento fondamentale dell’essere umano
Per oltre due ore, in un botta e risposta serrato, Falcinelli ha offerto agli studenti una riflessione sulla dimensione valoriale dell’arte, sottolineando che:
“Anche se non siamo Rembrandt, per ciascuno di noi il volto è qualcosa a cui pensare.”
“Lo sguardo moderno ci porta dentro i meccanismi sorprendenti di quello che è il gesto più istintivo e naturale dell’essere umano: cercare un viso in tutto ciò che guarda e, in ogni viso, leggere un pensiero, un’emozione, un sentimento.
Insomma, un ponte con la propria essenza umana.”
Il volto tra arte, selfie e identità
Una cosa è certa: di tutto ciò che ci capita di guardare, il volto rimane la più enigmatica delle immagini.
Falcinelli ha offerto spunti di riflessione sulla contemporaneità, osservando come, pubblicando i selfie sui social, ci poniamo gli stessi problemi degli artisti del passato:
“Cercare di rendere una faccia più eroica, autorevole, addirittura divina.”
