Reggina: errori arbitrali a parte, come se ne esce? L’analisi deve essere più profonda
Basta un episodio negativo, per ribaltare lo stato psicologico dei calciatori
20 Febbraio 2023 - 08:01 | redazione

La crisi di risultati in casa Reggina continua. Momento delicatissimo per la compagine amaranto, battuta per la quinta volta nelle sei giornate che hanno caratterizzato l’inizio di questo girone di ritorno. Contro il Cittadella un primo tempo che aveva dato finalmente la sensazione di essere usciti dal periodo buio, trasformatosi poi in un vero e proprio incubo nel momento in cui il direttore di gara ha schiaffato in faccia a Fabbian il secondo giallo. Come spesso è accaduto in queste ultime settimane, è bastato un episodio negativo per ribaltare lo stato psicologico dei calciatori ed alla fine anche il risultato. La società a fine gara ha fatto parlare solo il presidente Cardona, silenzio assoluto per tutti gli altri, riconducendo la sconfitta prevalentemente alle decisioni arbitrali. Troppo riduttivo, anche perché qualche ora più tardi, per esempio il Cagliari ha dimostrato che in dieci si può anche ottenere un buon risultato, rischiando addirittura di vincere. Il giorno dopo è successo al Modena contro il fortissimo Genoa. Uomo in meno e vittoria sfiorata. La Reggina si è invece sciolta, come già accaduto nei secondi tempi di Bolzano, Palermo ed in casa con il Pisa. L’espulsione ha inciso, la direzione arbitrale ha fatto parecchio discutere, ma non sarebbe corretto motivare l’ennesima battuta d’arresto solo a questo. Si subisce gol quasi ad ogni tiro, la fase difensiva appare fragile, chi subentra non garantisce più lo stesso rendimento rispetto a chi inizia il match. Come se ne possa venire fuori non è facile capirlo. Il buon gioco non paga, la riduzione degli errori individuali neppure e neanche l’essere andati addirittura sul doppio vantaggio. Compito assai complicato per il tecnico Inzaghi nonostante continui ad ostentare sicurezza e fiducia, tutto gira esattamente al contrario rispetto al girone di andata, lo dicono anche i risultati totalmente invertiti. E poi i tanti gialli, la terza doppia ammonizione nelle ultime tre gare, un nervosismo crescente e la preoccupazione seria di non riuscire a rialzare la testa.
