Reggio, Massimo Ripepi condannato a 6 mesi: ‘Continuerò a combattere per la verità’

La condanna in primo grado arriva al termine di un processo che ha avuto inizio nel 2021, legato a un episodio controverso che ha visto coinvolta una famiglia della sua comunità religiosa

Consigliere Massimo Ripepi (1)

Massimo Ripepi, consigliere comunale di Reggio Calabria e membro del partito Alternativa Popolare di Stefano Bandecchi, ha annunciato in una sua diretta Facebook di essere stato condannato a sei mesi. La condanna in primo grado arriva al termine di un processo che ha avuto inizio nel 2021, legato a un episodio controverso che ha visto coinvolta una famiglia della sua comunità religiosa.

Il caso risale a quando Ripepi, in qualità di pastore della Chiesa cristiana “Pace”, sarebbe intervenuto nella vicenda di una donna nigeriana, madre di una bambina vittima di presunti abusi da parte del fratello della madre. Secondo l’accusa, Ripepi avrebbe consigliato alla donna di ritirare la denuncia e perdonare l’imputato, un uomo di 58 anni, poi condannato a sette anni di carcere per gli abusi.

Ripepi, che si è sempre dichiarato estraneo alle accuse di aver ostacolato la giustizia, ha commentato la sentenza affermando di essere “innocente” e di aver agito per il bene della famiglia. Durante la diretta, ha parlato della sua costante battaglia per la verità, precisando che, pur accettando la condanna, intende fare appello e proseguire la sua difesa nelle sedi appropriate.

“Le accuse sono state gravissime e hanno avuto una grande eco mediatica. Mi hanno dato del pedofilo senza alcuna prova. Io ho solo cercato di aiutare una famiglia in difficoltà”, ha dichiarato Ripepi.

Nel suo intervento, ha sottolineato come, nonostante le difficoltà, non si pentirà mai delle sue azioni e continuerà a combattere per la verità e la giustizia. Ripepi ha anche annunciato che continuerà a fare politica con lo stesso spirito di servizio cristiano che ha sempre caratterizzato il suo operato.

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