Locri, due interventi di rigenerazione urbana. Tucci: ‘Nuovi punti di aggregazione’

Realizzate due piazzette con nuove funzioni seguendo il metodo di importanti città internazionali

urbanistica reggio calabria intervista tucci

Nicola Tucci, laureato in Architettura e Urbanistica, si è sempre occupato dei temi di pianificazione territoriale e di urbanistica sotto diversi punti di vista. Ha potuto declinare questi temi sia nell’ambito della ricerca scientifica universitaria, nel campo dell’applicazione professionale e da alcuni hanno per conto di diversi Enti Pubblici. Attualmente è in forza all’Amministrazione Comunale di Locri e segue con volontà le sue idee sullo sviluppo della Città Futura.

Architetto, oggi la città con i suoi spazi aperti offre ancora occasioni di aggregazione?

La città, laboratorio privilegiato delle novità, nell’attuale epoca digitale ha mutato la sua offerta e ha reso gli spazi pubblici collettivi come sole occasioni di passaggio fisico da un punto ad un altro piuttosto che di incontro poiché le persone scelgono o sono indotte a vivere gli spazi chiusi, siano essi di lavoro o di svago. Infatti possono controllare gran parte delle loro azioni tramite i diversi dispositivi informatici che sono stati resi alla portata di tutti. 

L’urbanistica oggi, in questa condizione di alta diffusione tecnologica, ha ancora l’energia necessaria per avviare sperimentazioni ed essere sempre al servizio della città? L’urbanistica nel nostro momento storico, caratterizzato dalla transizione digitale e della divulgazione dell’intelligenza artificiale nonché dall’uscita ormai piena dalla bolla COVID, ha ancora la forza di creare e ricreare spazi e ambienti aperti in cui le interazioni sociali sono ancora possibili e renderli d’uso collettivo? 

Sono interrogativi su cui si sviluppa la mia azione sia di ricerca che di applicazione. Lo studio delle soluzioni del passato è importante per prova a dare delle risposte nell’attualità. Modelli di metodo possono essere Bologna ed Amsterdam che nel post seconda guerra mondiale hanno ridato vita al loro tessuto urbano martoriato dagli anni del conflitto bellico. Con interventi estremamente economici hanno rigenerato i loro spazi aperti e offerto nuove opportunità di aggregazione a diverse fasce di utenti. 

Oggi ci sono città che riescono a dare punti di socialità?

Nell’attualità una città più delle altre si segnala, a livello mondiale, per dinamicità sia sociale che economica dimostrando una inclinazione straordinaria verso la trasformazione urbana, questa città è Dubai

Dubai fa parte dello Stato degli Emirati Arabi Uniti, oggi conta una popolazione di circa 3.6 milioni di abitanti (Roma nel 2024 presentava una popolazione di 2.7 milioni di abitanti), una superficie di circa 3.9 mila kq e si affaccia sul Golfo Persico. Presenta delle condizioni eccezionali, che accompagnano e supportano lo sviluppo urbanistico odierno; infatti può contare da un lato sulla quasi assenza di vincoli naturali essendo situata nel deserto, con orografia piatta, nonché affacciata sul mare e dall’altro lato su una dotazione finanziaria per gli investimenti del cambiamento urbano praticamente illimitati.    

Inoltre Dubai rappresenta la punta dell’iceberg o meglio la punta di diamante di un metodo ormai largamente in uso nel panorama del mondo arabo, ovvero attraverso l’utilizzo di enormi investimenti economici si concretizza l’attrazione di eventi (in particolare sportivi) di risonanza mondiale che presuppongono la realizzazione di interventi urbani di grande portata. 

Anche in queste nuove esperienze, oggi riferimento globale, il filo conduttore rimane l’occasione dell’evento ossia la componente dello spettacolo; pertanto i mutamenti delle città sono trainate dal valore dello spettacolo urbanistico.

Nella nostra Calabria, ci sono città che puntano al miglioramento della qualità del tessuto urbano?

Bisogna fare una distinzione tra la riqualificazione delle parti della città, che spesso viene interpretata come rigenerazione e la vera rigenerazione. Rigenerare significa inserire nuove funzioni anche attraverso un nuovo disegno urbano dove le funzioni non esistono più. Alle volte, molto spesso direi, il rinnovare il tessuto urbano pur mantenendo le medesime funzioni è etichettato come rigenerazione. 

Sotto il profilo della riqualificazione nella nostra regione ci sono molte esperienze interessanti, nell’ambito della rigenerazione urbana le occasioni sono molto di meno.

Mi piace qui evidenziare come a Locri, abbiamo realizzato due micro-interventi di rigenerazione urbana applicando il metodo seguito a Bologna o nella Amsterdam del secondo dopo guerra. In due piccoli siti che erano di risulta abbiamo realizzato due punti di aggregazione, ovvero due piazzette, con una spesa tra l’altro limitata. Abbiamo inserito nuove funzioni dove non c’erano interpretando le esigenze dei cittadini e dei fruitori.

Abbiamo cercato di contrastare il fenomeno a cui assistiamo anche nelle nostre piccole città, ovvero un deserto sociale negli spazi aperti collettivi

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