Ponte sullo Stretto, Caminiti a Pomeriggio24: ‘Villa non si rassegnerà senza una pianificazione chiara’

"I cittadini vivono ciclicamente, ogni 10 anni, questo allarme sociale". La sindaca di Villa chiede più coinvolgimento del territorio

sindaco caminiti rai pomeriggio

Nel corso della sua partecipazione al programma Rai Pomeriggio 24, il Sindaco di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, ha affrontato il tema del Ponte sullo Stretto, rispondendo alle domande su novità e sviluppi legati al progetto. Le sue dichiarazioni hanno messo in luce le preoccupazioni della cittadinanza e delle istituzioni locali riguardo agli impatti del progetto sul territorio.

Aggiornamenti sul progetto del Ponte sullo Stretto

Caminiti ha innanzitutto fatto il punto sugli sviluppi del progetto, confermando che l’unica informazione ufficiale ricevuta finora è quella riportata dai media:

“Ufficialmente sappiamo ciò che avete appreso tutti voi a mezzo stampa, quindi l’ultimo annuncio del Ministro con cui ci viene detto che nell’estate 2025 si apriranno i cantieri del ponte”, ha dichiarato il Sindaco.

“Non c’è dal punto di vista strettamente amministrativo nessuna novità, nel senso che il MIT non ha mandato nota di trasmissione degli atti al CIPES e soprattutto non sono stati, a quanto ci risulta, inviati gli atti alla Commissione Europea per superare la valutazione di impatto appropriato negativa che è stata data dalla Commissione via Bassa con l’ultimo parere sul ponte”, ha spiegato. Pertanto, la fase di attesa continua.

Le opere di mitigazione dell’impatto ambientale

Un altro aspetto toccato dal Sindaco riguarda le opere di mitigazione dell’impatto ambientale presentate dall’Assessorato di Messina. A tal proposito, Caminiti ha espresso preoccupazione, sottolineando che le soluzioni proposte non rispondono alle necessità del territorio.

“Posso già dirle che a noi sembrano assolutamente irrelevanti per il territorio, una per tutte non sono strettamente nell’area che sarà impattata dal pilastro e dal blocco di ancoraggio”, ha commentato il Sindaco, rimarcando l’assenza di un progetto chiaro e adeguato.

La reazione dei cittadini e delle associazioni

Nel suo intervento, Caminiti ha anche trattato la preoccupazione crescente tra i cittadini e le associazioni locali:

“Il problema, l’abbiamo detto più volte, è soprattutto per la nostra città, per i cittadini, i quali, chiaramente, vivono ogni 10 anni ciclicamente questa paura, questo allarme sociale”, ha affermato, mettendo in evidenza come le famiglie coinvolte si sentano in costante apprensione. Sono circa 150 le famiglie che temono per la loro casa, ma l’inquietudine si estende a molte altre abitazioni nelle vicinanze del cantiere, che potrebbero subire i disagi legati ai lavori.

Il Sindaco ha spiegato che l’amministrazione comunale ha avanzato una richiesta al CIPES:

“Abbiamo chiesto, con una delibera consigliare votata all’unanimità dei presenti in Consiglio, che qualora non arrivi la progettazione definitiva del progetto di cantierizzazione, il CIPES possa astenersi dalla dichiarazione di pubblicità”, ha precisato Caminiti, ribadendo la necessità di una pianificazione chiara.

Le priorità per Villa San Giovanni

Durante l’intervista, il Sindaco ha evidenziato come, per Villa San Giovanni, ci siano questioni ben più urgenti da affrontare rispetto alla realizzazione del Ponte.

“Villa San Giovanni ha dalla sua l’essere terminale d’Italia e d’Europa, quindi noi non abbiamo problemi di collegamento”, ha spiegato, per poi aggiungere che, come molti altri comuni del Sud Italia, la città deve far fronte a difficoltà strutturali legate alla rete idrica e fognaria, che risale a più di 60 anni fa.

Inoltre, Caminiti ha sottolineato il problema del dissesto idrogeologico e della fragilità del territorio.

“Abbiamo un problema grossissimo di fragilità del territorio, un territorio che è stato devastato anche da un utilizzo improprio dello stesso che ha cementificato le nostre fiumare”, ha dichiarato, segnalando che tra le priorità per la città c’è anche la protezione dalla continua erosione costiera che sta danneggiando le aree più belle lungo lo Stretto di Messina.

La necessità di governare il cambiamento del territorio

Caminiti ha concluso il suo intervento chiedendo un maggiore coinvolgimento dell’amministrazione comunale nella pianificazione del progetto del Ponte, ritenendo fondamentale governare il cambiamento del territorio.

“Per spot, questa città non si rassegnerà mai né ad essere distrutta dall’opera ponte, atteso che il ponte non arrivi in un deserto”, ha dichiarato il Sindaco. Secondo Caminiti, il territorio di Villa San Giovanni non è pronto a ricevere l’opera così com’è stata concepita. “Non arriva nemmeno in una città che sia economicamente, socialmente, strutturalmente pronta a ricevere l’opera ponte”, ha continuato, ribadendo la necessità di rivedere la progettazione tenendo conto delle esigenze specifiche della città.

Il Sindaco ha poi delineato la sua visione per il futuro:

“Noi nel nostro piano strategico che abbiamo presentato al MIT per le opere del ponte abbiamo chiesto di essere messi nelle condizioni di subire un cantiere così impattante e anche così lungo nel tempo.” La previsione di un periodo di realizzazione di almeno 8 anni solleva una serie di interrogativi sulle scelte urbanistiche future, come la gestione della viabilità e la pianificazione delle aree che potrebbero essere destinate a usi residenziali, turisti o commerciali. Caminiti ha insistito sulla necessità di un cambiamento che permetta a Villa San Giovanni di “guardare il ponte, non come una città sotto il ponte”.

La prescrizione di opere connesse ai servizi

Infine, il Sindaco ha ribadito l’importanza di affrontare le problematiche infrastrutturali prima di dare avvio a progetti così impattanti.

“Noi abbiamo bisogno di rifare tutta la rete idrica, abbiamo bisogno di cambiare, di fare un secondo depuratore di città, ha affermato, aggiungendo che è fondamentale investire anche in nuove strade e servizi pubblici per garantire la qualità della vita dei cittadini.

In conclusione, Caminiti ha espresso la sua ferma intenzione di partecipare attivamente alla definizione del progetto, per evitare che l’opera del Ponte sullo Stretto venga realizzata senza considerare le specificità e le necessità di Villa San Giovanni.

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