Commercialisti al tempo del Covid 19, Poeta: “L’emergenza avrebbe richiesto maggiore semplificazione”
Il presidente dell’Ordine reggino ha spiegato le contraddizioni delle misure pensate per sostenere aziende e professionisti
11 Aprile 2020 - 17:33 | Redazione

“Abbiamo bisogno di poche cose: abbiamo bisogno di smaltire la burocrazia e abbiamo bisogno tutti di semplificazione, ed infine abbiamo bisogno di ridurre i tempi della causa e dell’effetto e questo si collega alla sburocratizzazione. Il problema sarà quando l’Italia riaprirà. Abbiamo due mesi di sospensione alle spalle, in che condizioni si ritroveranno imprese e commercianti? Si fa appello al buonsenso di tutti, ma è un concetto che vale anche nel pensare all’attività di ripresa”.
Così il presidente dell’Ordine dei commercialisti reggini, Stefano Maria Poeta, intervenuto nel corso della diretta della vigilia di Pasqua di CityNow.it dedicata alle misure contenute nei Decreti “Cura Italia” e “Liquidità”. Incalzato dal direttore Vincenzo Comi, Poeta si è soffermato sui provvedimenti assunti dal Governo, esponendo i dubbi e le perplessità che la categoria dei commercialisti sta affrontando insieme ai clienti.
E la premessa fatta dal Presidente la dice lunga sulla posizione assunta dai professionisti su questo argomento:
“È noto a tutti che questo è un momento di emergenza, un concetto usato da tutti, ma che scandisce un particolare aspetto, perché un’emergenza simile non la intravedo nella nostra Costituzione – eccezion fatta per gli artt. 77-78 in cui si parla di stato d’emergenza bellica -. Tuttavia la nostra Costituzione dice che in caso di emergenza il Governo emana un decreto con cui dichiara lo stato di emergenza. In questo caso bisogna tornare in Parlamento. Parto da qui perché siamo in emergenza e i provvedimenti che da lì si succedono sono provvedimenti d’emergenza”.
Il ragionamento di Poeta non fa una piega. In questo momento, il Presidente, insieme a sanitari e forze dell’ordine, in trincea ci mette anche i commercialisti che nei “provvedimenti d’emergenza” avrebbero voluto scorgere maggiore semplificazione. Magari interventi diretti e non la solita trafila da pratiche ordinarie.
“Siamo in una situazione economico finanziaria che nel lungo periodo registrerà un effetto a collo di bottiglia con almeno il 50% delle aziende che soffriranno” avverte amaramente. “Il decreto Liquidità avrebbe dovuto contenere misure strutturali” ripete.
Intanto però, a sopperire alle difficoltà, ci pensa una sinergia istituzionale solida e ben oleata. Ci tiene Poeta a sottolinearlo:
“Ci muoviamo in un terreno molto difficile. Grazie a Dio con il Direttore provinciale e territoriale dell’Agenzia delle entrate, con il presidente della Camera di commercio, con il presidente dell’Inail e con i dirigenti dell’Inps, con i quali siamo in continuo rapporto come Ordine dei commercialisti, stiamo lavorando al fine di semplificare l’attività degli operatori. Devo ringraziare anche tutti i miei colleghi perché stanno lavorando in sinergia rispettando il particolare momento. Questo è l’aspetto positivo della negatività del periodo: saper condividere i problemi di ognuno“
Ma partiamo dal “Cura Italia”:
“Il decreto mette in evidenza tutto ciò che cittadini, imprese, attività, istituzioni e professionisti hanno a disposizione ai fini economico finanziari e tributari. Con questi decreti il governo cerca di interessarsi dell’aspetto economico e produttivo. Questo “decreto 18” prevede una serie di attività e da porre in essere e delle disposizioni che hanno un risvolto nella vita economico produttiva delle aziende. Penso alla sospensione dei pagamenti. Dal mese di marzo abbiamo consigliato ai nostri clienti di ragionare se aderire al provvedimento. Perché se è vero che sono sospesi i termini di pagamento, è anche vero che il decreto dice che la sospensione la devi riprendere e le imposte le devi pagare lo stesso, da giugno, magari pagandoli ratealmente. Qui cominciano le nostre perplessità. Ho la scadenza di marzo, quella di aprile e di maggio e poi avrò a giugno un ingorgo di pagamenti e così via nei mesi successivi. È giusta la sospensione ma non si può ingorgare l’attività degli imprenditori dicendo mi devi dare tutto a giugno. Come faccio se non sono in condizioni di pagarti a marzo a pagarti a giugno se ancora a maggio non è certo che si riapriranno determinate attività? Non far pagare sanzioni e interessi, o interessi di dilazione, è quello che serviva per star vicini ai contribuenti, perché è come dire ti sto lasciando qualcosa che non mi dovrai più dare”.
Con il contributo delle “Pillole” i commercialisti reggini hanno pensato di rendere più comprensibile i contenuti delle misure in essere. La rubrica, pensata prima del Dpcm di chiusura, va in onda su Reggio Tv, perché, ribadisce Poeta, “c’è bisogno di comunicazione puntuale e chiara”.
Il livello di confusione generato dalle complesse procedure previste dai vari bonus e ammortizzatori sociali lo si capisce anche dalle tante domande giunte in redazione durante la diretta.
A chi chiede quando si vedranno i primi soldi del bonus di 600 euro, Poeta risponde caustico:
“Intanto il decreto che ha 127 articoli poteva ridursi a tre. Quando arrivano i soldi? Immaginate quante milioni di domande sono state fatte, quante istruttorie sono state necessarie. La mia previsione non è estiva, ma secondo me andrà oltre l’autunno. I 600 euro per i professionisti, poi, al momento sono sospesi. Confidiamo nella circostanza giuridica che un Dl va confermato in legge, nel frattempo però le domande sono state inoltrate”.
E a chi domanda se – visto il prolungarsi del lockdown – il bonus sarà previsto anche nel mese di aprile, Poeta risponde:
“Il decreto “Liquidità” probabilmente qualcosa l’ha già anticipata, il mese di aprile è gemello a quello di marzo per ciò che riguarda i provvedimenti circa il bonus dei 600 euro. Sicuramente andrà ripresentata la domanda, e speriamo che la procedura sia meno complicata. Intanto sappiamo che non è basato su un “click day”, anche se c’è il rischio di arrivare tardi legato al plafond destinato a queste misure”.
Sulla questione degli affitti per i commercianti, Poeta commenta:
“In sede di pubblicazione in GU il Decreto 18 diceva: è possibile chiedere un credito d’imposta pari al 60% del canone d’affitto di marzo. La preclusione era per le attività aperte. Quindi si poteva pensare che fosse rivolto a tutte le altre. E tra tutte le previsioni del decreto questo era l’unico articolato che poteva permettere di prendere qualche soldo. Il credito d’imposta invece va utilizzato in compensazione sul pagamento degli F24 e simili. La circolare ha chiarito che dal 25 marzo si può usufruire del credito d’imposta. Ma la Circolare successiva dell’Agenzia delle entrate invece ci dice che è rivolto alle attività sospese per decreto e che hanno un contratto di locazione in essere, chiarendo che il canone va comunque pagato”.
E per le Dichiarazione dei redditi, Poeta ha ricordato che le scadenze solo le stesse dello scorso anno: entro novembre la presentazione delle dichiarazioni.
