Reggina, G. Praticò: ‘Vi racconto tutto, dal 23 dicembre ad oggi’
01 Febbraio 2018 - 23:32 | di Michele Favano

di Michele Favano – Quella appena superata, verrà ricordata a lungo come la sessione di calciomercato più intensa e movimentata della storia amaranto. Soprattutto in considerazione del fatto che la finestra sulla campagna trasferimenti era quella di gennaio e non estiva.
A conclusione di un mese intensissimo, abbiamo tracciato un resoconto con il dirigente della società reggina Giuseppe Praticò che, da quella notte del 23 dicembre 2017 fino al 31 gennaio 2018, ha seguito passo dopo passo ed in prima persona, lo sviluppo delle tantissime situazioni che si sono venute a creare.
Dai dissidi di Natale, alla vittoria di Catanzaro, dalla lunga sosta, ai quattro punti successivamente conquistati contro Paganese e Matera, fino al completamento dell’annunciata rivoluzione:
“Dopo l’ennesimo risultato negativo, quello con il Rende, c’è stato un confronto tra le parti abbastanza schietto, dice Giuseppe Praticò ai microfoni City Now Sport. Si è cercato di capire quali fossero le motivazioni della lunga serie di sconfitte che la squadra aveva inanellato. Abbiamo provato a sanare delle crepe esistenti, non ho fatto nulla di eccezionale, ma solo quello che avrebbe fatto qualsiasi dirigente.
E’ emerso il malcontento di qualche giocatore, soprattutto di quelli che stavano giocando meno e prima del mercato si è proceduto a fare un’analisi su ogni singolo elemento dal punto di vista del rendimento, dell’utilizzo e motivazionale. Quindi Di Livio, Silenzi, Tazza, Maesano per una questione, mentre De Francesco e Porcino avevano manifestato il desiderio di confrontarsi in palcoscenici diversi, anche se il nostro intento era quello di proseguire il rapporto. Di Filippo e Solerio, per motivi differenti, hanno chiesto di cambiare aria. Non esiste altra motivazione sulle valutazioni fatte che non siano state di natura tecnica e di prospettiva”.
Il mercato in entrata, una rosa corposa e tanti attaccanti per soli due posti
“L’organico non è numeroso. Bisogna tenere conto che in questo gruppo andavano sostituiti i due infortunati Garufi e Sciamanna, il resto sono tutte operazioni che hanno fatto corrispondere ad ogni uscita una entrata.
Sul fronte offensivo abbiamo preso Franchi che è un classe 98, arriva in prestito dalla Roma con diritto di riscatto e quindi potrebbe rappresentare un futuro patrimonio per la società, stesso discorso per Samb di proprietà del Genoa.
Troppi attaccanti? Questa è una rosa che può permettersi di operare con più moduli proprio per le caratteristiche degli uomini che abbiamo in organico, la stessa idea di trattenere Tulissi molto richiesto ne è la dimostrazione. Chi viene alla Reggina sa bene che dovrà rispettare le scelte.
Ritengo che da questo calciomercato la squadra ne sia uscita irrobustita sul piano della personalità, l’esperienza e la fisicità”.
Il rinnovo di Maurizi, però, ha fatto parecchio discutere
“La società ha l’obbligo di guardare ogni aspetto, la nostra priorità è quella di puntare sui giovani. Non è vero che abbiamo cambiato la nostra strategia, nelle ultime formazioni titolari erano presenti tanti calciatori giovani. Su questo aspetto riteniamo Maurizi l’allenatore ideale per portare avanti questo tipo di progetto ed i numeri lo dimostrano visto il numero di under in campo ogni partita, dove si consegue un alto minutaggio e si ottiene una importante valorizzazione. Quattro 98, un 96 ed un 95 in campo con la Paganese, altrettanti a gara in corso con il Matera”.
E le mancate plusvalenze di Porcino e De Francesco?
“Dovrei ripetere quello che ormai si dice da tantissimo tempo, la storia è nota, inutile tornarci. Alla luce di quanto accaduto, nella fase di cessione si sono create situazioni differenti. La Reggina ha strappato allo Spezia una percentuale sulla futura rivendita, mentre dal Catania si è ottenuto un piccolo corrispettivo. Fermo restando, e di questo ne è stato testimone il loro agente Larosa il quale lo ha ribadito anche attraverso una intervista a voi rilasciata, che i ragazzi non hanno inteso accettare durante il confronto alcuna condizione di rinnovo. A quel punto la Reggina dalle due situazioni ha cercato di ottenere il massimo vantaggio per il club”.
Mezavilla è l’errore più importante della campagna acquisti passata?
Adriano si è allenato sempre da professionista. E’ chiaro che da lui ci aspettavamo un contributo diverso. Quando si è deciso non rientrasse più nei piani tecnici della società, si è cercato di creare la possibilità di poterlo sostituire ed a lui fornire l’opportunità di trovare fortuna altrove. Con la Casertana è saltato lo scambio avendo la società campana la lista over piena, all’ultimo istante si è inserito l’Akragas, ma il ragazzo non ha accettato il trasferimento.
La società lo ritiene un calciatore a disposizione, poi sarà Maurizi a valutarne l’aspetto tecnico, altre ipotesi le andremo a guardare con il tempo”.
Obiettivi sportivi e societari?
Ritengo che i progetti vadano attuati e non sbandierati. La società vuole sicuramente mantenere la categoria, valorizzare i giovani, con gli sforzi che tutti conoscono. Esistono delle sane ambizioni che sono quelle di migliorarsi anno dopo anno, anche se alla luce delle criticità che vive la serie C è complicato fare voli pindarici”.
