Reggio, scappa con la bimba. La versione della madre: ‘Ho subìto maltrattamenti’
La versione della madre che, dopo le accuse del compagno, lo incolpa e ammette: 'Con un inganno, sono riuscita a lasciare la casa...'
30 Gennaio 2025 - 12:14 | di Vincenzo Comi

“Ho subito maltrattamenti fisici e psicologici, ora, finalmente, sono serena e come me anche mia figlia”.
A parlare, attraverso le pagine del giornale sardo castedduonline.it, è Maria (nome di fantasia), la donna protagonista di una vicenda familiare, riportata sulle nostre pagine qualche giorno fa, che ha suscitato l’interesse di moltissimi nostri lettori.
Abbiamo finora dato voce alla storia drammatica, raccogliendone la denuncia, del padre di Reggio Calabria che ha accusato la compagna di sottrazione di minore oltre che di calunnia.
Secondo quanto sostenuto dal padre, la compagna Maria, fin dal momento della nascita della figlia, si è dimostrata più dedita alla propria immagine e ai social che alla famiglia, trascurando così spesso i doveri di madre e compagna.
Un giorno Maria ha proposto al compagno di voler andare a trovare la zia che viveva in un’altra regione. D’accordo con il padre, ignaro di cosa sarebbe accaduto, Maria e la bimba partono per quello che doveva essere un viaggio di pochi giorni. Da quel momento però i contatti tra i due diminuiscono e Maria risponde sempre meno al telefono, fino a scomparire.
Questa la versione del padre che ha anche scritto una lettera rivolta alla figlia.
Drammatico risulta allo stesso tempo il racconto della madre che, attraverso le pagine del giornale sardo, accusa oggi il compagno di violenza domestica.
“Inizialmente la nostra relazione andava bene, abbiamo vissuto con sua madre e poi ci siamo trasferiti in un appartamento da soli, con la nostra bambina di pochi mesi – racconta Maria – Però tutto è cambiato, lui è cambiato, usciva la mattina presto per andare al lavoro e rientrava nel tardo pomeriggio per poi uscire per i fatti suoi o con gli amici. Stessa cosa il fine settimana e, quando stava in casa, non mancavano i litigi che, spesso, si concludevano con azioni violente da parte sua nei miei confronti. Ho allegato alla denuncia le prove che ho conservato, foto, registrazioni audio”.
Prove e testimonianze che adesso dovranno necessariamente essere esaminate e accertate dalle autorità competenti che indagheranno sui fatti. In attesa degli sviluppi processuali, nel dramma familiare che coinvolge una piccola bimba di un anno e sette mesi, Maria ammette anche il suo piano e la sua fuga strategica, che ha tratto in inganno il compagno.
“Stavo male e come me anche mia figlia. Con una scusa, un inganno, sono riuscita a lasciare la casa dove vivevamo insieme e mi sono rifugiata in Sardegna. Sostenuta soprattutto da diverse persone a me care e familiari, ho trovato la forza di denunciare e mi sono affidata al personale del centro antiviolenza”.
Secondo quanto raccolto il padre, dopo le dichiarazioni ritenute non veritiere della compagna, avrebbe già sporto una seconda denuncia per calunnia.
