• di Pasquale Romano – Quando si dice ‘scalare’ la montagna del successo. Vincenzo Polimeni, architetto reggino, ha sempre visto al proprio percorso di vita e professionale come ad una continua sfida da affrontare, e possibilmente vincere.

    Laureatosi in Architettura a Reggio Calabria, dopo un Master al ‘Sole 24 ore’ è rientrato nella sua terra. Arrivano le prime esperienze di collaborazione con imprese di costruzioni, le soddisfazioni non tardano ad arrivare. “Nel 2013 ero arrivato ad ottimi livelli, avevo un buon contratto a tempo indeterminato con una azienda importante. Lavoravo come direttore di cantiere, non mi mancava nulla. Famiglia, amici, fidanzata, benessere, la mia vita -rivela ai microfoni di Citynow- scorreva serena e felice. Poi…”.

    Il sogno di un lavoro fisso, la stabilità economica e gli agi di poter vivere nella propria città. Il sogno di tutti, o quasi, non combaciava con le intenzioni di Polimeni. “Volevo nuove sfide, sentivo di poter crescere ulteriormente. Non bisogna mai accontentarsi, potrò stare comodo e in pantofole quando avrò 80 anni…”.

    RESET – E’ un clic mentale a spingere l’architetto reggino lontano dalla propria terra, la scelta è difficile anche perchè fortemente sconsigliata dall’ambiente che lo circondava. ” ‘Ma sei pazzo? Hai tutto qui, ti licenzi e te ne vai? Pensaci bene, stai commettendo un grosso errore’, erano questi i giudizi di chi puntava a smuovere le mie certezze. Non c’era modo di farmi cambiare idea, sentivo di dover rincorrere un sogno e volevo fortemente afferrarlo”.

    SECONDO TEMPO – Tempo di ricominciare, parte da Roma la nuova vita di Vincenzo Polimeni. “Iniziai a mandare curricula a tutte le aziende più importanti d’Italia, senza pormi alcun confine geografico. Paura di non farcela? Tanta, ma era fondamentale. Mi ha permesso di non mollare mai, non guardarmi mai alle spalle”.

    Dopo una serie infinita di colloqui, “E tanti viaggi della speranza in bus, Reggio Calabria-Roma andata e ritorno…”, arriva la grande occasione. Vincenzo Polimeni nel 2013 viene assunto inizialmente come commerciale della sede romana di ‘EdiliziAcrobatica’, in due anni ‘scala’ rapidamente le gerarchie dell’azienda.

    “Ho creduto fortemente nel progetto, lavorando per due anni senza sosta, gettando anima e corpo. Alla fine, posso dire di aver vinto la sfida con me stesso…”. Oggi infatti l’architetto reggino è direttore commerciale dell’intera azienda, che conta 31 sedi in Italia e più di 300 dipendenti ed è la prima ad avere un franchising dell’edilizia operativa al mondo. EdiliziAcrobatica ha rivoluzionato il concetto di restauro. Al posto dei ponteggi, gli operai lavorano ‘sospesi’ per aria, ancorati in doppia fune di sicurezza.

    “Si tratta di una realtà importante, in forte espansione e crescita. La possibilità di non avere ponteggi ma operai con le funi è moderna e spettacolare. Abbiamo sedi in tutta Italia, da nord a sud, ci manca solo la Calabria. E’ nelle mie intenzioni fare qualcosa per la mia terra, ogni volta che torno a Reggio penso a quante cose si potrebbero fare. Stiamo lavorando per aprire sedi in Calabria attraverso la formula del franchising. Ogni sede a pieno regime sarà di circa 15 dipendenti, cosi da poter dare la possibilità a giovani calabresi di trovare un lavoro”.

    Proprio la disoccupazione giovanile, ultimi dati alla mano, sembra ‘stritolare’ un territorio che sta provando a risalire dopo anni particolarmente difficili: “Bisogna cambiare la mentalità, fare scelte coraggiose, talvolta illogiche come è stato nel mio caso. Le difficoltà esistono ma se non si reagisce e non si sradica la tendenza all’autocommiserazione le cose non cambieranno mai”.

    Forte di un’esperienza particolarmente intensa, con una serie di alti e bassi e conoscendo da vicino le diverse ‘sfumature’ che possono sconfortare o incoraggiare nel percorso professionale, l’architetto reggino ha elaborato una serie di principi irrinunciabili, che crede possano essere d’aiuto per i giovani in cerca di lavoro, soprattutto in un territorio pieno di difficoltà.

    “Avere sempre un obiettivo chiaro in mente, e inseguirlo con ostinazione. Non devono mai mancare etica, autodisciplina ed umiltà. Vietato lamentarsi, serve positività, se vogliamo cambiare le cose dobbiamo inanzitutto cambiare noi. Non è necessario essere più bravi degli altri, ma è fondamentale lavorare di più, in termini di quantità ed entusiasmo. Infine, bisogna accettare sempre sfide coraggiose, che ci fanno paura. Solo cosi possiamo tirare il meglio di noi”.

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