• Alla luce della mega penalizzazione della Viola Reggio Calabria, l’allenatore di basket reggino Alessio Marrari, con una lettera al presidente Petrucci, rimette alla federazione la tessera di allenatore in possesso da 25 anni, chiedendo formalmente le dimissioni del presidente della Lega.

    Gentile Presidente,

    il mio nome è Alessio Marrari, nato a Reggio Calabria il 29/12/1974 e residente a Novara. Ho iniziato la mia attività cestistica nei primissimi anni ’80, esattamente nella suddetta città dello Stretto a seguito della prima promozione in serie A2 della Viola. Lei non può minimamente essere al corrente di ciò che l’allora Cestistica Piero Viola abbia rappresentato a livello sociale e sportivo durante gli anni, cosiddetti “di piombo” per giovani e famiglie, il basket divenne un virus, una “malattia letale” che nemmeno piazze come Bologna, Cantù o Milano  ne furono affette ai loro tempi d’oro. Grazie alla Viola, si iniziò a parlare positivamente di Reggio e di tutto il sud, per impegno, lealtà sportiva, caratura degli uomini in campo e di uno staff tecnico ed amministrativo di rispetto, quanto di levatura. Questo per non farle dimenticare ciò che una piazza importante abbia dato al movimento nazionale da quasi quarant’anni, oltre che denaro in tasse sportive, per serie A e giovanili, alla Federazione Italiana Pallacanestro. Apprendo ieri, 10/04/2018, della sentenza su presunti illeciti legati ad una fideiussione risalente lo scorso mese di luglio e giudicati dal Tribunale Federale,solo ieri, con due squalifiche, la prima al Sig. Giovanni Cesare Muscolino, proprietario di maggioranza della Società, la seconda al Presidente Raffaele Monastero, rispettivamente 3 anni ed 1 anno e 34 punti di penalizzazione in classifica applicati alla stagione in corso. Considerato quanto sopra, riflettendo sulla possibilità da parte degli organi competenti di poter vigilare, controllando tali documentazioni nel mese stesso di luglio 2017 e non a seguito di un’annata al di sopra di ogni possibile pronostico in ottica Viola, considerati i punti in classifica della stessa che ha sudato sul campo, considerata la buona fede di ogni singolo atleta, di ogni dirigente e vertice societario, considerata l’esplosione agonistica di un gruppo di ottimo livello e che, la stessa, abbia sicuramente infastidito probabili altre società in gara per play-off ed eventuale promozione ( quest’ultima considerazione rimane una mia forte convinzione), considerati i trascorsi, retrocessione per classifica avulsa nel 1985 dopo vittoria diretta contro Bancoroma e attesa di più di 15 minuti del risultato tra Varese e Brescia che, guardi caso iniziò con ritardo ingiustificato e ove nessuno indagò ed all’ultimo secondo segnò Palumbo di Brescia su una difesa varesina che si aprì non a caso per permettere l’ingresso indisturbato del bresciano che realizzò la loro salvezza e la retrocessione di Reggio.

    Considerato l’epilogo della semifinale scudetto del 1993 ove i reggini segnarono quasi allo scadere (dopo il canestro c’era ancora un secondo da giocare e se desidera le invio la videocassetta in mio possesso), ma in finale andarono i fratelli Benetton (non a caso), considerati i bastoni tra le ruote dei “fallimenti” amministrativi successivi in cui NON ci fu lo stesso trattamento di Pesaro, Bologna ed altre squadre che Lei avrà certo modo di verificare, considerati i “due paesi due misure” adottati sistematicamente contro Reggio Calabria in genere e, in ultimo considerati i miei anni sui parquet di gioco, in passato con canotta e pantaloncini, successivamente in panchina per un paio di decenni e più come allenatore tra Calabria, Lombardia e Piemonte, decido oggi, scrivendoLe, di consegnare formalmente alla FIP la personale tessera di allenatore in quanto non reputo più credibile il vostro, a mio rispettabile avviso, DISALLINEATO lavoro, ben distante dai valori di sport, impegno, lealtà sportiva, giustizia, riconoscimento dello spirito di sacrificio dei soggetti tutti addetti ai lavori, equità di trattamento, correttezza sportiva e rispetto verso chi ha dedicato decenni della propria vita sui campi da gioco, sia a livello professionistico che dilettantistico o giovanile.

    P.S. Non credo proprio il Tribunale Federale della FIP abbia controllato a tappeto tutte le documentazioni amministrative appartenenti ad ogni società di A1 ed A2 a conferma di regolarità ma questo è, probabilmente un mio distorto cattivo pensiero che, però, reputo veritiero quanto dubbio plausibile e lecito. A conferma di ciò, dismetto il mio impegno a rinnovare una TESSERA DI ALLENATORE che ha regalato a me grandi soddisfazioni ed è servita ad impegnare molti giovani presso vari palasport levandoli dalla strada, dalla società odierna colma di insidie quanto insicura, per regalar loro la soddisfazione di correre dietro un pallone vincendo e perdendo, senza guardare mai al raggiungimento di obiettivi “a tutti i costi”, ma solo se lo riuscivano a meritare sul campo di gioco a seguito di lunghissimi periodi di allenamento cosa che, ad oggi, non viene riconosciuta alla VIOLA REGGIO CALABRIA, maestra di valori identici a quelli appena sopra riportati. Caro Presidente, nulla di personale ma diretto a chi Lei ha il compito di monitorare e consigliare e, non me ne voglia, a seguito di tale vicenda, oltre ad allegare in restituzione la mia tessera, chiedo si interroghi sulla possibilità di voler rimettere alla FIP le Sue formali dimissioni da Presidente.

    Alessio Marrari

    ex Allenatore Calabrese.
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