• di Eva Curatola – Come ogni domenica CityNow torna con un altro appuntamento della rubrica #InsideTheBook proponendovi un libro da leggere. A far da protagonista questa settimana “Viaggio in Calabria” di Alexandre Dumas.

    Maestro del romanzo storico e del teatro romantico, viene spesso confuso con l’omonimo figlio, Alexandre Dumas, anch’egli scrittore. È famoso soprattutto per i capolavori “Il conte di Montecristoe la trilogia dei moschettieri formata da “I tre moschettieri”.

    Un autore francese, conosciuto in tutto il mondo per i suoi capolavori che hanno fatto la storia della letteratura moderna, con una passione smodata per l’Italia e il suo Sud.

    Dumas è conosciuto, da sempre, per essere stato un gran viaggiatore, incuriosito dalle più diverse culture, innamorato degli italiani. Non pochi sono infatti gli scritti che dedica agli abitanti della Penisola e allo Stivale stesso.

    Tra questi: “In viaggio sulle Alpi“, Viaggio in Calabria e Mastro Adamo, il calabrese“.

    Ad un occhio attento risulta subito evidente che un non appassionato non dedicherebbe mai tutto questo tempo e queste parole ad una terra che non ama e non apprezza. Dumas, che è in assoluto lo scrittore le cui opere hanno ispirato il maggior numero di riduzioni cinematografiche e televisive, ha infatti un occhio di riguardo per la regione culla del Mediterraneo e della Magna Grecia, in cui capita un po’ per caso.

    Il viaggio in Calabria, narrato fra le pagine di questa bizzarra opera, che ben poco si confà allo stile classico del Padre di Aramis, Athos, Porthos e D‘Artagnan, fu intrapreso dallo stesso Dumas sotto falso nome nell’autunno del 1835, subito dopo aver visitato la Sicilia, in compagnia del pittore Jadin e del cane Mylord.

    Lo scrittore, sorpreso da una improvvisa tempesta che gli impedì di proseguire la navigazione verso nord, fu costretto a percorrere via terra, da Villa San Giovanni a Cosenza, la Calabria.

    Un viaggio abbastanza lungo per l’epoca, svolto in diverse tappe, tra cui le principali risultano essere Scilla, Pizzo, Maida, Cosenza.

    Durante ogni fermata Dumas non manca di annotare sul suo taccuino di viaggio notizie storiche e fantastiche. Tra terremoti e piogge torrenziali, tra racconti gustosi e personaggi singolari, il viaggio di Dumas si trasforma così in un avventuroso racconto stilato con sagacia ed ironia.

    Non bisogna infatti tralasciare che l’autore francese eccelleva nel romanzo d’appendice, quello pubblicato a puntate sui giornali, che viene considerato il precursore del racconto popolare a puntate per radio o televisione. E anche questo suo scritto riflette le medesime caratteristiche di un diario di viaggio stilato per essere letto a puntate.

    Viaggio in Calabria” non sarà sicuramente uno dei migliori libri di Dumas, ma la minuziosità con cui l’autore francese descrive luoghi a noi così vicini colpisce il lettore molto profondamente, risvegliando nel suo inconscio l’immagine di quei posti che durante due secoli non sono forse cambiati molto.

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