• di Pasquale Romano – Niente paura. Quando si è trattato di riavvolgere il nastro, ripartire da zero mettendosi alle spalle il passato e facendosi guidare da istinto ed entusiasmo, Massimo Lopresti non ha mai avuto incertezze. Nato e cresciuto a Reggio Calabria, Lopresti è andato a caccia del proprio destino, inseguito tenacemente e afferrato.
    La musica come colonna sonora di una vita vissuta orbitando perennemente attorno ad universo di suoni. La passione, straripante, lo ha travolto sin da ragazzino.

    “Le mie prime esperienze professionali, a Reggio Calabria, erano fortemente legate all’universo musicale. Facevo il deejay, lo speaker radiofonico, nel frattempo completavo gli studi universitari. Adoravo fare il deejay ma sapevo che non era il lavoro che avrei svolto per tutta la vita”, ricorda ai microfoni di Citynow. Niente paura. Arriva il momento delle prime scelte importanti: Lopresti decide di trasferirsi a Londra, come bagaglio solo la voglia di abbracciare nuove esperienze.

    Cinque gli anni trascorsi in Inghilterra, dopo aver lavorato per una casa discografica Lopresti entra in una delle ‘sliding doors’ che hanno sensibilmente segnato il suo percorso. “Sapevo che stava per aprire Mtv Londra ed erano alla ricerca di nuove figure, ho iniziato a lavorare come assistente di produzione ma presto ho iniziato a curare anche la regia di alcuni programmi”.

    Il canale tematico dedicato ai giovani conosceva anni di grande successo, Mtv viveva un’epoca dorata. “Eravamo freschi, dinamici, avevamo un’incredibile voglia di arrivare. Si è trattata di una scuola di vita e professionale impareggiabile, un’esperienza unica ed entusiasmante” assicura il regista e producer reggino. Mtv arriva in Italia, Lopresti si rivela da subito come un cardine.

    Il programma ‘Trl’ diventa un appuntamento fisso per i giovani e per un decennio presenzia nei palinsesti. “Regista, produttore, autore, responsabile, facevo praticamente di tutto -ricorda sorridendo- ben felice di poter ‘coccolare’ e accudire un programma simile. Trl per me è stato come un figlio, credo in generale Mtv abbia rivoluzionato il modo di raccontare i giovani e ai giovani”.

    Fabio Volo, Giorgia Surina, Alessandro Cattelan, Camila Raznovich e tanti altri, lunghissima la lista di presentatori e artisti lanciati in quegli anni da Mtv. “C’era spirito di iniziativa e la massima libertà creativa, che spingeva a sperimentare. Sono passati pochi anni ma sembra già appartenere ad un’altra epoca”, rivela con una punta di malinconia.

    Infinito l’elenco di star e celebrità passate da ‘Trl’, Lopresti ne sceglie due per la loro particolare umanità, in forte contrapposizione con l’immagine pubblica che li vuole icone da consacrare ai fan. “Ricordo con particolare piacere Beyoncè e Tom Cruise. Gentili, garbati, mi ha stupito la loro disponibilità. Conoscendo da vicino star di questo calibro ho visto l’altro lato della medaglia, fatta di sacrifici e una vita frenetica che rischia di fagocitare gli affetti”.

    Niente paura. Come una cometa, dopo aver brillato la stella di Mtv si oscura, condannata dalla ‘generazione social’ , decisamente allergica alle televisioni. “E adesso cosa faccio?”, il pensiero che tormenta Lopresti, costretto a ricominciare daccapo. Le esperienze accumulate nel corso degli anni, cosi come una professionalità oramai riconosciuta, si sono rivelate il miglior biglietto da visita.

    Una rivoluzione ha sconvolto la televisione italiana, fatta soprattutto di format esteri e pochissime dirette. Lopresti allora opta per un cambio radicale, e passa a Mediaset. La voglia di sperimentare e conoscere mondi nuovi non lo ha abbandonato. “Non volevo rimanere ‘incastrato’ nell’universo musicale, cosi ho scelto strade differenti”.

    Lopresti, come autore, entra a far parte del programma di Rete 4 ‘La strada dei miracoli’. “So bene che è la cosa più lontana di me -ammette divertito- ma volevo misurarmi con qualcosa di profondamente diverso. Inoltre c’era l’ebbrezza di far parte di un programma in prima serata, per un canale importante come Rete 4″.

    Dopo un rapido ‘ritorno a casa’ nel programma musicale di Italia 1 ‘Top Dj’, Lopresti arriva a Canale 5, come autore di ‘Domenica Live’, programma condotto da Barbara D’Urso, oramai punto fermo da diversi anni dei palinsesti Mediaset. “E’ particolarmente faticoso, anche perchè nei rari momenti di pausa mi dedico ad altri progetti (i ‘Gazzetta Sport Awards’ e l’evento annuale organizzato da YouTube due tra i tanti, ndr), ma oramai ci sono abituato. Vivo a Milano da 18 anni, l’iperproduttività tipica dei milanesi mi è entrata dentro”, assicura sorridendo.

    Se professionalmente Lopresti è più vicino alle abitudini del nord, sentimenti ed emozioni rimangono fortemente ancorate alle origini reggine, inestirpabili. “E ci tengo a dire che sono reggino, non calabrese -ride, ndr- non perchè abbia qualcosa contro gli altri calabresi ma noi di Reggio siamo unici, diversi. Forse perchè siamo cosi vicini allo Stretto, che è la cosa che più mi manca quando sono a Milano”.

    Reggio Calabria come una necessità. Lopresti, appena possibile, torna ad abbracciare affetti ed amici in riva allo Stretto: “L’appartenenza alla mia città è fortissima, è impossibile per me non tornare a Reggio per le ferie. Il panorama, il lungomare, l’aria, sono convinto si tratti di uno dei posti più belli del mondo”.

    Dalle bellezze paesaggistiche alle difficoltà lavorative, che spesso costringono i giovani reggini a trasferirsi altrove, esattamente come capitato a Lopresti vent’anni fa. “Non mi piace il vittimismo, la lamentela fine a se stessa. I problemi esistono ma piangendosi addosso non si risolvono, bisogna agire. Non è vero che se si resta a Reggio Calabria non c’è futuro, le nuove generazioni spinte da questa convinzione devono darsi una mossa. Viviamo in un mondo digitale, il lavoro oramai non è quello di una volta, bisogna essere preparati a questa rivoluzione”.

    Qualità da esportare. Gli esempi di ‘talenti reggini’ oramai si perdono, numerosi gli artisti o sportivi eccellenze a livello nazionale e internazionale. “Tra tutti cito Mary Cacciola, con la quale ho condiviso gli inizi, il bravissimo regista Fabio Mollo e Giusy Versace, con la sua energia contagiosa. L’essere reggini ce lo portiamo dentro, per me la ‘regginità’ -assicura- è un tratto fondamentale”.

    Da Lopresti…a Lopresti. Impossibile non parlare del rapporto che lega Massimo a Filippo, da diversi lustri oramai istituzione per quanto riguarda la musica (in tv e in radio) a Reggio Calabria: “Sono legatissimo a mio fratello Filippo, condividiamo la forte passione per la musica, siamo capaci di parlarne per ore (ride, ndr). Lui ha un orecchio incredibile, al primo ascolto riesce sempre a indovinare quale canzone diventerà una hit. Se gli ho mai chiesto di seguirmi a Milano? Non c’è mai stato bisogno. So quanto ama Reggio, non riuscirebbe a vivere lontano dalla sua città”.

    Il coraggio come ragione di vita, che lega il passato al futuro. Difficile capire per Massimo dove si troverà tra 10 anni, “ma in fondo era la stessa domanda che mi ponevo da ragazzo, partendo da Reggio Calabria verso Londra, cosi sarà anche in futuro.”

    Progetti e obiettivi sono legati a doppio filo alle continue evoluzioni che riguardano i media:”Di sicuro mi piacerebbe continuare a fare quello che ho sempre fatto, seguendo mutazioni e innovamenti. Oramai assistiamo alla morte della tv tradizionale, tutto si è spostato su internet, dove scegliamo in completa autonomia i contenuti da vedere e ‘curiosiamo’ nelle vite degli altri. Il mio sogno è quello di riuscire a dar nuovamente vita a qualcosa di completamente nuovo, come successo ai tempi di Mtv”.

    lopresti2

    lopresti3

    beyonce

    Smile! you are on CityNow!