• di Pasquale Romano – Compagna di vita. La musica rappresenta qualcosa di unico e particolare per Meriam Jane, cantante reggina di origini nigeriane. Via d’uscita di un labirinto emotivo, medicina per un carattere talvolta schivo e riservato. Colonna sonora essenziale per allontanare cattiverie ed ignoranza, alleviare il dolore. E‘ stato grazie alla musica, soprattutto, se è riuscita a liberare la propria anima e assecondarla.

    Gli episodi accaduti in Italia (a Fermo) e in America ultimi tristi esempi di una barbarie che si trascina da secoli: “Da piccola non è stato semplice, ho vissuto anche io qualche episodio di razzismo che mi ha ferito. Il termine che mi viene subito in mente è ‘schifo’. Tutto questo non ha senso, e spero un giorno tutto questo possa finire. Temo però –rivela amara ai microfoni di City Now– che la stupidità non abbia fine… Anche in questi casi mi sono sempre rifugiata nella musica, mi fa sentire più ‘accettata’ e non avvertire il peso di barriere che mio malgrado talvolta ho incontrato”.

    Un fiume di note inarrestabile. La passione per la musica nata per ‘colpa’ dei genitori (“Da piccola in casa si ascoltavano solo artisti internazionali, ad esempio Michael Jackson e Barry White. Questo tipo di ascolto ha influenzato il mio percorso”) la predisposizione verso l’arte musicale è sbocciata sin da piccola: “Cantavo sempre, anche mentre mangiavo, chi mi stava accanto non mi sopportava più –ricorda divertita- poi il mio tipo di approccio è cambiato. Da giocoso e fanciullesco, è diventato serio e rigoroso. Ho iniziato a studiare canto e capire che non si tratta solo di una semplice passione”.

    E‘ iniziata cosi una lunga scalata, non priva di difficoltà. Una ‘lotta‘ tra l’amore per la musica e la paura di non farcela: “Mi sono capitati tanti momenti in cui ho pensato di mollare, le diverse porte in faccia ricevute stavano per farmi crollare. Adesso che arrivano le prime soddisfazioni mi riguardo indietro e sono orgogliosa di tutto il sacrificio e l’ostinazione che sono serviti”. Una crescita costante e continua, forgiata dalle attenzioni di Vincenzo Beltempo, insegnante di canto di Miriam Jane: “Non finirò mai di ringraziarlo abbastanza, a lui devo moltissimo”.

    Sul palco del teatro “Place des Arts” di Montreal, nel 2014, Meriam Jane ha vissuto una delle esperienze maggiormente gratificanti: “Ho cantato li in quanto vincitrice del Pop Music Festival. Era un sogno ad occhi aperti, quasi non realizzavo di essere davanti a migliaia di persone in un teatro cosi importante”. Precisi i riferimenti musicali della cantante reggina, attratta quasi esclusivamente da voci ‘black‘ e dal genere R’n’B: “Beyonce, Alicia Keys e Cristina Aguilera sono gli artisti che ammiro in modo particolare, sono attirata da quel genere e da quel modo fisico ed energico con il quale si approcciano alla musica. Lo stesso vale per me, sul palco dò tutto e non saprei come intendere la musica se non con questa energia”.

    ‘Tradita‘ e ‘Come neve‘ i singoli lanciati da Meriam Jane negli ultimi mesi e già indicativi riguardo le qualità della cantante reggina, spesso alle prese durante i concerti anche con alcuni brani di colleghi celebri. “Paradossalmente è piu semplice cantare una cover, hai una traccia da seguire e puoi avvicinarti con discrezione a un brano che il pubblico conosce. Con un inedito è completamente diverso, subentrano paure e sensazioni diverse. Pero se incontri il gradimento del pubblico le soddisfazioni sono maggiori”.

    Impossibile non affrontare il delicato argomento Talent Show, vera croce e delizia in materia musicale, tra chi li difende e chi li condanna. “Al giorno d’oggi rappresentano, purtroppo, l‘unica opportunità per i giovani musicisti che vogliono emergere. Io credo –assicura Meriam Jane, passata per i provini di Amici e X-Factor– che l‘importante sia come ci arrivi. Se sprovveduto e ingolosito dalla facile popolarità, rischi di bruciarti. Se ci arrivi invece con la giusta esperienza dopo aver fatto la gavetta, credo si possa gestire meglio e con pochi rischi”.

    Genitori nigeriani, nata e cresciuta a Reggio Calabria. Meriam Jane vive senza contraddizioni un ‘mix‘ di culture ed esperienze. Cosciente delle proprie radici, è altrettanto sicura dell’affetto sincero che la lega alla Calabria: “Ho sempre pensato sia una città strana e un pò pazza, ti dà tanto e toglie molto. La gente è calorisissima, questo mi ha aiutato nei rapporti e nel limare le spigolosità di un carattere riservato. Sono convinta però che le potenzialità di Reggio Calabria siano sfruttate al minimo, a livello sociale e di offerta culturale può e deve crescere”.

    Estate densa di impegni per la cantante reggina, attualmente alle prese con alcune date del ‘Festival Show’, rassegna musicale che le ha dato l’opportunità di conoscere da vicino diversi artisti di rilievo e potrebbe regalarle una serata all’Arena di Verona: “Sarebbe davvero un sogno, si tratta di uno dei templi della musica italiana. Questo privilegio toccherà ai 3 vincitori della categoria giovani, spero di essere tra questi. Tengo molto anche alla finale del premio ‘Mia Martini’, indimenticabile interprete calabrese”.

    Tanti i traguardi raggiungi, diversi i sogni ancora chiusi nel cassetto. Mantenere l’affinità elettiva con la musica la principale preoccupazione: “E’ da sempre il mio angolo di Paradiso, il luogo dove mi rifugio e cerco energia e felicità. Se voglio diventare famosa in tutto il mondo? Preferisco riuscire a regalare al pubblico, con il canto, le stesse emozioni che provo io quando mi lascio trasportare dalla musica…”

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