• di Vincenzo Comi – Che fosse brutta, per non dire orrenda, lo avevamo compreso sin da subito.

    Un progetto fatto con i piedi” lo definivano alcuni residenti a pochi mesi dall’inaugurazione. Erano gli anni 2000 e l’opera rientrava nel famoso ‘decreto Reggio’.

    Parliamo di piazza S. Anna, ritrovo e punto d’incontro di Reggio Calabria, nel cuore della città, a due passi dal centro storico e dalle bretelle del Calopinace, tra le principali porte d’ingresso in città.

    Da lì, da quello scempio di piazza, passano ogni giorno migliaia di reggini. Molti di loro nella totale indifferenza pensano bene di parcheggiare la propria autovettura sopra la pavimentazione già abbondantemente demolita, altri invece guardano increduli l’alternarsi e il via vai di macchine a due passi dal portone d’ingresso della Chiesa di S.Anna subendo così l’incuria e il degrado che ormai da anni governa la piazza.

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    In realtà le colpe, a nostro avviso, sono di chi, quella piazza l’ha pensata, ideata e progettata. Come si fa, ad esempio, a concepire una panchina senza schienale? Di questi ‘preziosi’ lastroni di marmo (stile bara) ne sono stati posizionati oltre venti di cui molti in rigorosa fila indiana.

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    Come è possibile, inoltre conoscendo la non impeccabile educazione, non prevedere che la piazza sarebbe presto diventata un parcheggio alternativo? Non bastava posizionare alcune fioriere lungo il perimetro per evitare soste abusive?

    Una colata di mattonelle grigie, una fontana da cui non è mai uscito un goccio d’acqua, un’illuminazione fioca (stile cimitero) che ben si abbina alle bare (panchine) e la totale assenza di verde fanno da cornice ad uno scenario che oggi si presenta martellato.L’unica nota positiva è rappresentata dalle poche giostrine dedicate ai bambini, al momento incredibilmente ancora funzionanti che donano un tocco di colore ad una piazza triste e più che mai umiliata.

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    La piazza deve essere restaurata al più presto – dichiarava Monsignor Antonino Morabito il 27 settembre dello scorso anno – La sera siamo completamente al buio con il rischio che le persone cadano a causa della pavimentazione disastrosa. Abbiamo dovuto anticipare anche l’orario della messa per concludere prima che faccia notte. Propongo che venga coinvolta l’università di architettura per un intervento immediato e nuove proposte che prevedono un design alternativo”.

    Le parole del parroco del quartiere e le richieste legittime dei cittadini hanno scatenato una querelle tra cittadini e amministrazione che però al momento ha portato ad un nulla di fatto.

    Nel mese di gennaio la ditta che si è aggiudicata la gara di appalto per il rifacimento della piazza è stata convocata presso i nostri uffici e ha firmato il disciplinare di appalto – dichiarava il consigliere comunale di Reggio Calabria Filippo Quartuccio – La ditta però successivamente è stata interdetta per mafia e si è interrotto così l’iter burocratico.”

    L’amministrazione comunale nel frattempo, ha provveduto ad un nuovo bando ed è stato già dato l’affidamento provvisorio alla ditta vincitrice. Si intravede dunque uno spiraglio di luce e si rimane in attesa, salvo altre sorprese, dell’affidamento definitivo nella speranza che piazza S.Anna possa trasformarsi in una vera piazza, accogliente, elegante, funzionale. Caratteristiche che il progetto iniziale non ha mai avuto.

    I cittadini non possono fare altro che attendere il lieto fine di una storia infinita. Il concerto di Povia, in programma il 26 luglio alle ore 21:30 proprio a piazza S.Anna distoglierà per qualche istante l’attenzione da una questione che ormai da tempo ha toccato il fondo…

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