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Reggio, caso di tubercolosi carcere di San Pietro. Siviglia: “Nessun allarme. Continuerò a monitorare”

  • Riceviamo e pubblichiamo –In corrispondenza della diffusione della notizia di un possibile allarme di contagio per tubercolosi presso la Casa Circondariale “G.Panzera” di Reggio Calabria, anche e soprattutto al fine di rassicurare i parenti delle persone detenute, i detenuti stessi e, più in generale, tutto il personale che a vario titolo opera all’interno del carcere di via S. Pietro, appare quanto mai opportuno fornire alcuni dati sanitari che, nella qualità di Garante dei detenuti, ho avuto modo di acquisire dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, che espleta il Servizio Sanitario presso l’istituto penitenziario in questione.

    Dalla documentazione acquisita, risulta che  due detenuti sono stati sottoposti all’esame batterioscopico per BK (Bacillo di Koch – il bacillo, cioè, responsabile della tubercolosi nell’uomo) e, l’esame, è risultato per entrambi negativo.

    Per quanto riguarda, in particolare, il primo dei due detenuti ricoverati presso il Grande Ospedale Metropolitano Bianchi Melacrino Morelli, nella certificazione sanitaria, a firma del Dott. Antonio Marcello De Cicco, si legge testualmente che dopo “ben 6 prelievi il dato esclude un quadro Bacillifero diffusivo di malattia”.

    Per quanto riguarda il secondo dei due detenuti, ricoverato in medicina d’urgenza il 19.11.2017, anche in questo secondo caso, la certificazione sanitaria fornita, a firma del Direttore del reparto di Chirurgia Toracica del Grande Ospedale Metropolitano Bianchi Melacrino Morelli, dott. Baldassarre Mondello, recita testualmente: “il risultato batterioscopico è risultato negativo per BK” (Bacillo di Koch). 

    Dai dati sanitari acquisiti, dunque, si esclude una situazione cogente di malattia in fase di diffusione, non essendo stato rilevato dagli esami effettuati il batterio (BK) che ne determinerebbe il contagio.

    Nella qualità di Garante continuerò a monitorare l’evolversi della situazione, assicurandomi, altresì, che si compiano di tutti gli ulteriori accertamenti del caso, al fine di garantire la più completa salubrità all’interno dell’istituto penitenziario in questione che, per vero, allo stato, non pare possa considerasi di allarme”.

     

    IL GARANTE

    Avv. Agostino Siviglia

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