• di Eva Curatola – Quando sentiamo parlare di “Festa Madonna” pensiamo di conoscernee ogni cosa. In fin dei conti si tratta di una tradizione che ognuno di noi vive fin dalla nascita. La Festa Patronale è vissuta dal reggino come un capodanno cittadino che invita gli abitanti a riflettere sull’anno appena trascorso e quello che ci attende fino alla prossima processione.

    Ma è realmente così? Conosciamo davvero ogni storia, ogni leggenda, ogni dettaglio che ha portato le festività mariane reggine ad essere così come noi oggi le conosciamo?

    Noi di CityNow abbiamo raccolto alcune fra le testimonianze meno conosciute:

    • Il culto della Madonna della Consolazione a Reggio, si fa risalire ad una famiglia genovese che tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500 si trasferì nella nostra città portandovi un’immagine di questa Madonna, alla quale era molto devota. Per custodire questo quadro, fu costruita una cappelletta sulla collina detta “La Botte”, e i francescani ne ebbero la custodia.Per quanto quindi in cuor nostro siamo profondamente legati a questo evento religioso è necessario sapere che le origini vanno ricercate altrove.
    • È inoltre risaputo che la Madonna della Consolazione è la Patrona della nostra città da lungo tempo. Ma esattamente da quanto? I reggini proclamarono infatti Maria della Consolazione Patrona della città di Reggio Calabria nel 1576. Secoli e secoli di storia durante i quali le tradizioni mariane non hanno mai cessato di esistere o di essere riconosciute dal popolo reggino.
    • Un forte attaccamento da parte del popolo vi è, non solo con la figura della Madonna, ma anche con il quadro che la raffigura e che ogni anno viene portato in processione a spalla fra le vie della città. Quello che però non tutti sanno è che il quadro, nel corso dei secoli, è stato in ogni modo preservato dagli attacchi dei malintenzionati. Nel 1594 infatti in seguito all’ennesima invasione da parte dei musulmani, il quadro venne nascosto dai frati fino alla partenza degli infedeli. Una vera e propria dimostrazione di come il quadro rappresenti per i reggini ben più di una sacra reliquia, ma un pezzo di cuore senza il quale non sarebbe possibile continuare ad esistere.
    • Le sorprese, celate dalla Festa della Madonna reggina, però non finiscono qui. Ciò che alcuni forse non sanno è che il quadro che siamo soliti veder esposto nella Chiesa dell’Eremo, è stato scelto, nel 1719, per essere incoronato dal Vaticano, secondo l’usanza del Capitolo della basilica patriarcale di S.Pietro che ogni anno sceglie un’immagine della Vergine.
    • Nei tempi più antichi i festeggiamenti cominciavano col primo dei sette sabati precedenti la data stabilita.Gran parte della popolazione si recava all’Eremo per onorare la Vergine nel suo santuario. Nella mattinata la città era animata dal suono dei tamburi, mentre a sera era illuminata tutta da luci sospese ai balconi e da fuochi pirotecnici chiamati “palombelle”. Ciò avveniva anche per tutti i sabati successivi, fino a che si arrivava alla festa.

    Questi sono alcuni dei misteri che la Patrona della nostra città cela. Conoscere la verità che risiede dietro secoli di storia è un compito arduo da portare a termine, ciò che però rimane invariato nella nostra Reggio così come nei nostri cuori è una devozione che non conosce spazi ne temporali ne territoriali.

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