• Il Sindaco Giuseppe Falcomatà, a margine del consiglio comunale di questa mattina in cui si è approvato il bilancio (21 voti a favore), si rivolge ai presenti spiegando che per questa città è stato fatto il meglio.

    Al consiglio comunale, in diretta steaming al quale hanno assistito anche alcuni studenti dell’Istituto ‘Ferraris’, il Sindaco Falcomatà ha esaminato diversi aspetti, primo fra tutti i conti del Comune.

    E’ falso che questa città ha difficoltà tipiche di altri comuni. In una ipotetica griglia iniziale Reggio parte molto indietro, a causa della necessità di un piano di rientro da centinaia di milioni di euro (243 milioni). L’amministrazione è riuscita a spalmare in 30 anni questo debito. È un bilancio necessario, ma grazie ad una norma specifica, per Reggio Calabria, riusciamo ad avere una certificazione di tale procedura. Accanto al pagamento, abbiamo altri vincoli che dobbiamo dimostrare di avere: il Comune non può incorrere all’indebitamento, ecco perché le opere sono riferite a mutui già accesi. L’organico non può essere potenziato. In una città in cui il Comune dovrebbe avere 1.697 dipendenti, l’amministrazione può contare solo di 830 persone. Molti andranno in pensione a breve. Adesso dobbiamo garantire i servizi pubblici essenziali, non possiamo investire paradossalmente sulla cultura e sono stati chiusi 3 asili nido comunale che abbiamo riaperto grazie ai fondi PAC. Un vecchio modello ha condannato la città a pagare caro quello che di sbagliato è stato fatto per molti anni. Di tutto ciò è figlio questo bilancio“.

    E ancora. “E’ un debito ingiusto, come quello di altre città obbligando un Comune a non poter pianificare. Facciamo come Napoli, ribellandoci. Facciamo come De Magistris, organizziamo anche noi una manifestazione di piazza per ribadire che i vincoli di bilancio sono ingiusti, sono figli di scelte scellerate altrui e anche cosa abbiamo fatto per limitarne l’impatto nefasto sui cittadini. Nonostante ciò ci prendiamo la responsabilità di portare avanti il Comune. Molte, troppe persone sono state illuse, da un vecchio modo di fare politica, del disagio abitativo, del disagio occupazionale, noi ci troviamo con questi drammi quotidiani della gente. La città non può avere la memoria corta. Non possiamo dimenticare che questa amministrazione ha ereditato oltre 240 milioni di euro di debiti tradotti in un piano di riequilibrio che ingessa il piano dell’ente che impedisce di assumere personale, di programmare le opere necessarie, ed impedisce di svolgere attività che vanno al di fuori dei servizi essenziali. La città deve ricordare la provenienza di questo debito derivante da un metodo di gestione rivelatosi fallimentare”.

     

     

    Smile! you are on CityNow!