• di Eva Curatola Arte e storia che si intrecciano dando vita ad una narrazione senza precedenti. Succede a Reggio Calabria, culla della Magna Grecia che contiene però fra i suoi maestosi monti e le sue bellissime coste numerose tracce di antichi popoli che hanno contribuito a renderla la città in cui oggi viviamo.

    La storia che vi racconteremo oggi è molto più recente, ma non per questo meno importante. É la storia di un antiquario reggino, da sempre appassionato di storia dell’arte che ha fatto di questo suo profondo amore, un lavoro. Succede così che viaggiando in lungo e in largo per il mondo, Domenico Soliera ha avuto la fortuna di incappare in tesori di inestimabile valore e bellezza.

    Tra la sua vasta collezione è possibile trovare infatti anche la “Teca” di madreperla donata da Papa Pio XI a Benito Mussolini. Una storia complessa ed emozionante che secondo noi di CityNow merita di essere raccontata. Per farlo al meglio abbiamo scelto di proporvi le parole del Signor Soliera.

    “Ancora oggi, dopo molti anni, si sente parlare della famosa Teca di Mussolini, ma veramente in pochi sanno che quest’ultima, per molto tempo, ha trovato casa nella nostra splendida città”. 

    Parole forti ed appassionate di chi vorrebbe tramandare questo amore per l’arte da generazione in generazione. Perché questo si legge negli occhi del Signor Soliera mentre ci racconta la storia della famosa teca, amore.

    “Essere contattati dai Musei Vaticani non è una cosa che accade ogni giorno, cosi come quasi mai succede di essere menzionati come enti prestatori di un manufatto”. 

    La Teca è una sorta di reliquiario all’interno del quale è fissato iconograficamente il pellegrinaggio di San Francesco con i suoi discepoli alle porte delle città di Gerusalemme. L’iscrizione posta a fronte di questo prestigioso manufatto è decisamente celebrativa e recita: “A Benito Mussolini, sostenitore dell’italianità del Padre San Francesco, desideroso della glorificazione, i Frati Minori di Terra Santa [donano] IV Ottobre 1926”. 

    La rara e splendida Teca di madreperla, donata il 4 ottobre 1926, si trova oggi a Roma in prestito ai Musei Vaticani per gentile concessione dell’antiquario reggino che l’ha acquistata durante un’asta.

    Un’opera significativa che delinea i contorni di uno strano rapporto, quello tra Mussolini ed il Papa, che più volte gli storici hanno provato a spiegare. La teca rappresenta infatti la nota che ha dato l’avvio alle trattative che portarono la firma in Laterano, tre anni dopo tra Stato e Chiesa. Un’impresa unica nel suo genere, che ancora oggi fa parlare di sé.

    Un documento storico oltreché artistico narrante gli avvenimenti accaduti in quegli anni e attraverso i quali è stato segnato il corso della storia del nostro paese.

     

    “La teca è alta 60 cm ed ha una base di 25x25cm. E’ di proprietà dell’antiquario Domenico Soliera di Reggio Calabria al quale è pervenuta tramite la messa all’asta, probabilmente prima del 1979, anno della morte della legittima proprietaria, donna Rachele Guidi vedova di Benito Mussolini, che ne aveva garantito l’autenticità con un attestato ora disperso”. Recita così la raccolta “Schegge del Pontificato di Pio XI in occasione del 90° anniversario dell’elezione al Soglio Pontificio di Achille Ratti con il nome di Pio XI (1922 – 2012)“.

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