• E’ ancora nell’aria l’incredibile rimonta con la quale la Reggina negli ultimi 20 minuti con 3 reti ha ribaltato il Rieti e ogni regola calcistica precostituita. In vista dei prossimi impegni di un dicembre intenso, a partire dalla trasferta sul campo della Sicula Leonzio, i giocatori amaranto e mister Cevoli possono trarre insegnamento da quanto accaduto domenica scorsa al Granillo.

    L’atteggiamento e il carattere di una squadra si possono ‘allenare’, ma fino a un certo punto. Alla fine sono i giocatori a scendere in campo, e un tecnico può incidere in  modo limitato, a differenza di quanto accade con gli aspetti tecnico-tattici. Al di là della caratura dell’avversario o di una giornata più o meno storta, si spera di non rivedere più in questa stagione l’imbarazzante Reggina dei primi 70 minuti.

    La rabbia e l’orgoglio messo in campo dagli amaranto nel finale hanno stravolto i binari di una gara ben indirizzata verso la sconfitta e fatto esplodere un Granillo che sino a quel momento aveva fatto sentire soltanto fischi. Da quell’atteggiamento bisogna ripartire, sin dalla trasferta in terra siciliana.

    Errare è umano, e Cevoli ne aveva dato dimostrazione nel corso delle ultime settimane. Sfortunato perchè privato per lungo tempo di Maritato, il tecnico amaranto quasi mai ha scelto di affidarsi dal primo minuto dagli unici due giocatori in grado di sostituire l’attaccante ex Vicenza, ovvero Tassi e Viola. La formula del ‘falso nueve’ ha sempre fallito, mettendo in mostra una Reggina incapace di creare occasioni da rete.

    In diverse circostanze inoltre, ultime le trasferte a Catania e Catanzaro, Cevoli si era affidato alla ‘mossa del gambero’, richiamando nella ripresa giocatori offensivi e sostituendoli con interpreti più votati a difendere, perdendo in entrambe occasioni l’intera posta in palio.

    Contro il Rieti, la necessità di rimontare ha obbligato il tecnico amaranto a scelte diverse, decisioni coraggiose che hanno portato al clamoroso 3a2 finale. Se è ancora presto per emettere sentenze, dopo 12 giornate si possono comunque trarre indicazioni abbastanza significative per il futuro. E’ un rebus irrisolvibile la formula del falso nueve, non funziona il centrocampo se affidato a Zibert e Petermann (giocatori dalle caratteristiche troppo simili), non si può prescindere da Salandria e Marino nel reparto mediano, stesso discorso per Tassi e-o Viola in avanti.

    Altre rimonte incredibili stile Rieti non se ne vedranno in questa stagione (salvo nuove sorprese), diventa quindi essenziale che giocatori e tecnico facciano tesoro dagli errori commessi nelle ultime settimane.

    p.r.

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