• di Federica Campolo – Si è svolto lo scorso lunedì sera presso la piazza di Condofuri l’evento “Poeti in Piazza- Rassegna di poesie in lingua e in vernacolo”, organizzato dal Comitato Civico Pro Condofuri, con il patrocinio del comune. Moderatrice dell’incontro l’architetto Antonella Casile, che ha introdotto la produzione degli autori presenti, individuandone caratteristiche e peculiarità.

    Ospiti della serata  i pluripremiati Mimmo Favasuli, Pasquale Favasuli, Antonio Mauro, Totò Mediati, Valentino Santagati, Nino Sgrò e Bruno Versace che con tecnica e originalità stilistica hanno indagato le tematiche esistenziali più care alla sensibilità poetica di ogni tempo. Dal tema della memoria e dei ricordi d’infanzia, al senso d’appartenenza alla propria terra, trasversali sono stati gli argomenti trattati, numerose le suggestioni rievocate dalle rime rigorose e puntuali che hanno scandito i versi con la musicalità dei metri classici.

    Molteplici gli spunti di riflessione offerti dalla voce dei nostri poeti che proprio mediante l’efficacia della lingua dialettale hanno coinvolto il pubblico presente.

    La caducità della vita, l’ineluttabilità della morte, il mito dell’anarchia come unica soluzione all’oppressione sono stati oggetto di ispirazione per poesie come “U tempu” di Mimmo Favasuli, “Nuvuli d’Argentu” di Totò Mediati,  “Vecchiu Poeta” di Bruno Versace, “Voglio una voliera” di Antonio Mauro; e ancora amare considerazioni sulla perdita degli affetti più cari, l’abbandono e il distacco dalla famiglia imputati al  fenomeno della migrazione celebrati dalle poesie “Le mamme” di Tonino Sgrò e “I migranti” di Pasquale Favasuli. A giusta integrazione di una cerimonia poetica, gli strumenti della tradizione grecanica magistralmente suonati da Valentino Santagati, hanno restituito alla piazza un’atmosfera d’altri tempi capace d’un tratto di trasportare i presenti tra gli impervi sentieri aspromontani in cui si avverte incontrastata l’armonia della natura.

    «Tutti prendono la parola ma solo i poeti la restituiscono» recita l’iscrizione riportata dalla targa di merito di cui il Comitato ha voluto omaggiare i poeti presenti a conclusione dell’evento.

    L’estrema riconoscenza per l’attività artistico- letteraria svolta non solo costituisce un forma di gratitudine nei riguardi di questi autori che hanno arricchito la tradizione vernacolare della nostra terra ma rappresenta al tempo stesso un monito per le generazioni future affinché non si stanchino mai di celebrare, attraverso la straordinaria espressività linguistica del dialetto, gli infiniti misteri della vita che solo la penna del poeta può svelare.

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