• Domenica 3 Giugno si è svolta l’escursione organizzata dai soci Concetta Romeo e Rocco Romeo  del Cai Sez. Aspromonte di Reggio Calabria, che a seguito del protocollo d’intesa siglato fra il Cai e Unpli (unione Nazionale Pro loco Italiane)hanno coinvolto la Pro Loco Reggio Sud già pro loco Bocale e la Pro Loco Motta San Giovanni.

    Alla partenza da Macellari i 20 escursionisti sono stati accolti dai ragazzi della Pro Loco Reggio Sud  con il vice presidente Gangemi Domenico il quale ,dopo  aver fornito alcune dettagli sulle peculiarità del territorio che avrebbero dovuto percorrere fino al confine del comune di Reggio Calabria, ha offerto la colazione per ben affrontare l’inizio della giornata.

    Si parte dalla quota di 100mt slm e si inizia a salire,percorrendo circa 3 Km. su per le colline pellaresi con un susseguirsi di emozioni fra inerpicate sui terrazzamenti, squarci di paesaggi ineguagliabili, in un ambiente agreste di querce ed ulivi con coltivi delimitati da infiniti muretti a secco mentre il panorama si apre sulla parte sud dello Stretto di Messina. Arrivati in località Paterriti si continua a salire con il caldo che rende abbastanza difficoltosa l’escursione. Proseguendo per altri 2km si arriva alla meta che è il Castello di S. Niceto.

    Dove ad attendere gli escursionisti vi erano i ragazzi della Pro Loco Motta San Giovanni che hanno anche provveduto anzitempo a fare un po’ di pulizia del sito. La presidente Giovanna di Dia dopo aver offerto ristoro agli accaldati escursionisti , ha dato  le notizie storiche sul luogo. Il Castello di Santo Niceto che sorge nel comune di Motta San Giovanni, che dalla sua posizione dominante controlla un ampio tratto di costa.

    Imponenti mura di cinta lo cingono da ogni lato eccetto quello di sudovest crollato in seguito al terremoto del 1783. Ha la conformazione di una nave con la parte aguzza verso la marina. Costruito in età bizantina aveva il compito, insieme all’altra fortificazione di Motta S. Agata, di difendere la città di Reggio dalle incursioni arabe nel secolo X e XI. Di tale periodo si conserva testimonianza, tra l’altro, nei toponimi come quello del torrente Macellari che scorre ai piedi di S. Niceto.

    Un cronista arabo narra infatti che in occasione di un’incursione fu così numeroso il bestiame razziato che l’emiro comandò alle sue truppe  di macellarli sul posto per non essere impedito nelle manovre di guerra. In epoca normanna il maniero ebbe diversi interventi ed altri ancora in età sveva: essi si possono notare soprattutto nella parte centrale della spianata dove un muro di sbarramento costituente una seconda linea di difesa protegge il mastio. La torre centrale conserva un serbatoio idrico ed i resti di una macina che attestano come gli occupanti del castello fossero attrezzati per resistere a lunghi assedi.

    Nella parte di cinta muraria che s’affaccia al mare si nota un torrione che probabilmente difendeva una via d’accesso secondaria. Era questa la cosiddetta porta di mare. Come nella vicina Motta S. Agata, infatti, e come nelle antiche città medievali nostre vi era un’entrata che guardava l’interno detta porta di terra che era la principale ed un’altra porta o nelle scarpate laterali o proprio nella scarpata prospiciente il mare che si chiamava appunto porta di mare.  Ma non è solo la fortezza a rendere interessante l’itinerario.

    Ai piedi del castello si possono osservare alcune antiche casette rurali costruite esclusivamente con il materiale lapideo disponibile in loco. All’inizio del sentiero che sale al maniero, tra i mandorli, vi sono i muri diroccati della chiesa bizantina della SS. Annunziata del 1300. In piedi fino ai primi del ‘900 crollò pochi anni fa fra l’incuria generale nonostante le ripetute segnalazioni degli studiosi locali. L’intera chiesa era affrescata e guardando con attenzione si può notare a terra l’abside capovolta con tracce appena leggibili del volto di Cristo Pantocratore.

    All’inizio della discesa verso Paterriti, a destra dell’antico sentiero acciottolato, vi sono i ruderi della chiesetta di S. Antonio Abate (XII o XIII sec.) appena visibile nell’affresco dell’abside di sinistra. Era questa una chiesetta a navata unica rettangolare con una sola abside emergente e 2 absidiole incorporate: una tipologia molto diffusa nella Calabria medievale. Ed ancora i ruderi di un’altra chiesetta bizantina, forse la più antica di tutte, si trova in contrada Zurgonà; era intitolata a S. Nicola.

    Dopo la sosta per consumare il pranzo a sacco, gli escursionisti hanno partecipato alla dimostrazione di Nordic Walking grazie alla disponibilità dell’istruttore Guido Melidona, che nel contesto di una cornice incantevole, ha dato la possibilità ai partecipanti di cimentarsi nella prova di questa disciplina che sempre più fa scoprire se stessi e ciò che ci circonda.

    Dopo questa piacevole pausa gli escursionisti sono ripartiti ripercorrendo  lo stesso percorso dell’andata, questa volta con discese mozzafiato, fino all’arrivo alle auto in località Macellari dove si è conclusa l’escursione con la soddisfazione di tutti i partecipanti per aver potuto godere di una domenica alla scoperta di luoghi che la nostra bella terra di Calabria ci offre, grazie anche alla sinergia messa in campo dalle Pro Loco, associazioni che promuovono i territori.  

    Fonte: Concetta Romeo Socio ed Accompagnatore di escursione CAIConsigliere Gruppo Regionale Cai Calabria

     

    Galleria Fotografica

    Smile! you are on CityNow!