• di Federica Campolo – È giunta a conclusione la prima edizione di Pagine Note, l’iniziativa promossa da Mustrumu e Rhegium Julii con l’intento di elaborare una formula culturale in cui fondere lettura e musica in un’armonia squisitamente reggina. Ospite dell’ultimo incontro l’autrice Paola Bottero che ha conversato insieme a Mafalda Pollidori attorno al groviglio di tematiche sociali raccontate in Faceboom, ultima perla della collana di narrativa Sabiarossa Edizioni. «Vite slegate che non sono vite ma esercitazioni di vita» : così la Bottero definisce sommariamente il profilo esistenziale dei suoi diciotto protagonisti, tutti accomunati dall’esperienza assordante della solitudine che costituisce, all’interno dei racconti, il fil rouge dell’intera raccolta. Oggetto dell’indagine sociale e psicologica dell’autrice è il rapporto quotidiano dell’uomo con la tecnologia digitale che mediante i Social Network è riuscita, nell’arco cronologico di un tempo piuttosto limitato, a rivoluzionare le dinamiche sociali di approccio alla percezione dell’altro e di sé.
    Con amarezza l’autrice racconta la lenta e progressiva degenerazione dei suoi protagonisti che, ingabbiati nella rete di incontri e informazioni fornita dalle principali piattaforme, scelgono di sostituire il sociale con il social, restando vittime e spettatori di una realtà che scorre al ritmo di like. «I miei personaggi sono tutte persone vere- continua la Bottero-, sono loro che hanno deciso di abdicare alla vita reale per diventare personaggi di un mondo virtuale».
    «Le parole di Paola sono un pugno allo stomaco»: così Mafalda Pollidori definisce l’efficacia con cui l’autrice tratteggia la disperata ricerca di comunicazione dei suoi personaggi che, come scriveva Bukowski, «non hanno bisogno d’affetto, ma di successo, in una forma o nell’altra».
    «L’altra sera- continua la Pollidori- durante lo spettacolo dei giochi pirotecnici a conclusione della festa della Madonna, osservavo i reggini che guardavano i fuochi attraverso lo schermo dei propri smartphone, subito pronti a geolocalizzarsi e condividere i video e le foto sui social». Cosa resta del contatto con la realtà? Cosa resta delle emozioni autentiche che non possono essere comprese da una schiera di “amici sconosciuti”? Queste le domande dell’autrice poste al suo lettore che, incalzato dalle pagine scorrevoli di Faceboom, legge e si legge. La lettura nella nostra quotidianità, sempre più lontana dai modelli letterari oramai rimasti in voga solo nella biblioteca di qualche nostalgico, perde qualità e attendibilità. Il tema dell’informazione sui social ha rappresentato uno dei nuclei più rilevanti:l’utente è lettore e al tempo stesso anche “giornalista” che divulga arbitrariamente informazioni e conoscenze, trascurando le direttive tracciate dalla deontologia professionale. Bisogna imparare a riconoscere, in questa tempesta di informazioni deviate e strumentalizzate, la validità della fonte e l’autenticità della notizia. In un Paese in cui l’informazione non è più semplicemente libera ma è diventata anarchica, bisogna imparare a difendere la propria autonomia critica.«Siamo perfettamente alfabetizzati da un punto di vista informatico- conclude Paola Bottero- ma non da un punto di vista culturale». Estremamente originale la proposta musicale del Trio Stretto che, a conclusione della serata, ha allietato il pubblico a suon di Jazz: con ironia e sarcasmo Demetrio Spagna ha voluto musicare i post di Facebook scritti da alcuni amici social, eseguendo dei brani capaci di commentarne idealmente il contenuto e tradurlo in musica. Riappropriarci della nostra umanità è una sfida urgente e quanto più attuale: dobbiamo combattere per riconquistare il nostro tempo, l’identità e i valori che ci connotano come figli di una cultura dalle radici nobili e antichissime. Quando le proposte culturali incontrano la grandezza artistica, professionale ed umana di personalità come quelle orbitanti attorno al Mustrumu e al Circolo Rhegium Julii il risultato non può che essere vincente. L’auspicio è che questa possa essere la prima di una serie di future edizioni che vedranno la lettura e la musica, le pagine e le note, simbolo non semplicemente di un evento culturale ma di una Città Metropolitana che vuole fare della cultura lo strumento con cui riscattarsi.

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