• Una Calabria che funziona. In un momento storico particolarmente delicato per l’occupazione, specie giovanile, il territorio calabrese regala anche squarci di speranza. E’ il caso del colosso Ntt Data, gruppo giapponese da ben 14 miliardi di euro di fatturato, presente in Italia dal 2011 con la sua divisione.

    Nel Sud Italia già da alcuni anni vengono progettate le applicazioni più innovative di Ntt Data, tanto che insieme a Tokio e la Silicon Valley, la sede di Cosenza è uno dei 3 centri di ricerca e sviluppo del colosso giapponese. Ntt Data già negli anni scorsi aveva deciso di investire in Calabria e nel Sud Italia alcuni milioni per creare un polo di eccellenza tecnologica, con competenze di altissimo livello.

    Cresce l’occupazione nella sede cosentina, sino a toccare una cifra simbolica e significativa. Dal 2014 al 2017 (dati NTT) sono stati assunti oltre mille professionisti e la millesima assunta, per il reparto Cybersecurity, è una donna.

    E donne sono il 30% della nuova forza lavoro, impegnate anche in lavori ad alto “tasso tecnologico”. “Continuiamo a investire nella valorizzazione dei talenti femminili in azienda con l’obiettivo di aumentare la quota di donne che lavorano nel settore dell’innovazione tecnologica”, dice l’ad Walter Ruffinoni.

    Per quanto riguarda i dati sulla provenienza universitaria dei neoassunti, il Meridione è ancora protagonista. Negli ultimi tre anni, il 45% dei nuovi lavoratori arriva da atenei del Sud (soprattutto dall’Università della Calabria e dalla Federico II), il 33% dal Centro e il 18% dal Nord.

    E le assunzioni sono destinate a crescere. Per il 2018 l’azienda giapponese prevede altri 350 nuovi posti: “La volontà degli azionisti di investire in Italia il valore di questo paese in termini di creatività, qualità del lavoro e impegno delle persone”, dichiara Ruffinoni.

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