• di Federica Campolo – Continuano gli appuntamenti firmati Bibliopedìa- Oratorio Salesiano Bova Marina nella formula vincente del Caffè Letterario, un vero e proprio salotto durante il quale è possibile degustare bevande offerte dagli esercizi commerciali del luogo. Ospite della serata di mercoledì scorso Mario Alberti, che ha sfruttato la poliedricità dei racconti contenuti nel suo libro Vista Mare e altri sogni per innescare con il pubblico un processo dialettico di ascolto, meditazione, dibattito. «L’obiettivo di questa raccolta di racconti – dichiara l’autore- è quello di portare a memoria collettiva delle piccole storie di persone umili, invisibili, delle quali non scriverà mai nessuno, che sarebbero state altrimenti destinate ad appartenere ad una memoria singola e per questo condannate all’oblio». Numerosi sono stati gli spunti offerti dalla lettura dei passi scelti, proposti dal moderatore dell’incontro Silvio Cacciatore che con profonda originalità e indiscussa sensibilità culturale si è destreggiato abilmente tra domande, considerazioni, interventi. Fulcro ideale nonché catalizzatore simbolico della serata una valigia, emblema del viaggio, delle tante partenze e dei pochi ritorni che hanno caratterizzato la storia non lontana del nostro meridione: al suo interno diversi oggetti hanno rappresentato la metafora delle tematiche e gli argomenti che si sono sviluppati nel corso della serata. Un libro di scienze, una stella marina, un paio di occhiali, una siringa medica: dietro l’apparente banalità di questi elementi si è dischiuso il mondo narrativo elaborato da Mario Alberti che ha consegnato ai suoi personaggi “invisibili” uno spessore umano capace di commuovere, indignare, pungolare l’intelligenza critica dei suoi lettori, ottenendo larghi consensi presso il pubblico. Una prosa fluida e un’eccellente vena descrittiva, tanto nell’introspezione psicologica dei protagonisti quanto nella narrazione realistica e poetica di luoghi e situazioni, costituiscono il segreto di un testo che si rivela denso e scorrevole, piacevole nella forma e ricco di contenuti. «Questi racconti, come la poesia, non sono di chi li scrive ma di chi li usa» continua Alberti, riadattando una celebre frase pronunciata da Troisi nel film cult Il postino. Le rose di Atacama di Luis Sepulveda e l’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters sono stati i due colossi letterari che hanno ispirato e orientato eticamente la stesura dei racconti.
    «Sepulveda sceglie di raccontare la storia di persone semplici, Masters non colloca nella sua collina gente famosa, ma piccole anime grandi come quella del suonatore Jones» dichiara l’autore, rivelando ai microfoni di City Now modelli, obiettivi e finalità della sua operazione culturale. «Ai giovani lettori auspico autonomia e indipendenza critica- continua Alberti-. Che leggano il più possibile e non si facciano influenzare nell’elaborazione di un proprio pensiero». L’accoglienza e il rispetto della diversità è stato uno dei temi centrali della serata:diversità culturale come strumento di arricchimento, diversità sociale come occasione di confronto interpersonale e crescita umana. «La cultura è diversità» afferma l’autore, sostenendo ideologicamente gli interventi di altissimo profilo educativo e formativo proposti da Bibliopedìa, di cui il Caffè Letterario è espressione. Ideale comune a tutti i membri della realtà salesiana è quello di promuovere un concetto di cultura del confronto, aperta a tutti, cui la popolazione di Bova Marina sta rispondendo con attiva partecipazione. Sembra allora che tra le parole dei suoi personaggi Alberti faccia riecheggiare il monito del Suonatore Jones, nato dalla penna di Master e riadattato dalla poesia di De Andrè, simbolo di libertà che ha svelato agli uomini il segreto della felicità: essa nasce nel cuore della gente semplice che si compiace, con gratitudine, delle piccole cose.

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