• di Enzo Bollani – Continua inesorabile l’ascesa dei The Giornalisti, stavolta un po’ tanto Umberto Tozzi, solitamente Vasco Rossi e talvolta Luca Carboni. Un pot pourri, per dirla alla Mike mentre intervista Vasco, di cose che esistevano già. Solo che, quelle che esistono già, suonano molto meglio.
    So di non essere l’unico e nemmeno il primo, a parte quelli che, di costoro, devono parlarne bene per forza, ma vorrei capire perché debba subire così tanto cotanta saccenza, presunzione e sicumera, quando vado al bar nemmeno più a prendere un caffè, perché il timbro vocale mi irrita e finirei per prendere il dolcificante al posto dello zucchero.
    Trovo la stessa utilità del dolcificante, in certi passaggi banali, cioè tutti. Avevo già scritto che dare della puttana alla felicità non fosse proprio il massimo, e che non fosse per nulla moderno.
    Lo avevo detto all’inizio dell’estate, e lo confermo nel primo giorno d’autunno. E ancora mi domando, a voce alta: “Ma di chi sono amici, questi?” No perché la bella canzone d’altri tempi la imparavi in una volta, e mi sta bene che uno sia ruffiano e voglia continuare persino a dirsi Indie.
    Ma c’è un limite a tutto. Allora, già che ci sei, chiama il singolo “New York New York”, e specifica che l’inciso è un mix di “Perdendo Anna”, di Umberto Tozzi e Giancarlo Bigazzi, e sticazzi. Visto che sono persino romani. Avrei un titolo per il disco: “Un plagio dopo l’altro”. Basta, mi sembra di essere la brutta copia di Michele Monina, con la differenza che però sono molto più bello. Quasi quasi, mi faccio uno shampoo.

     

     

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