• di Enzo Bollani – Arriva Natale e, come ogni anno, bisogna rispettare le tradizioni. Come da tradizione, che sia Natale o Sanremo, ossia il patrono dei centri commerciali e il Santissimo Patron della musica italiana, esce un repackaging di qualcosa di venduto.

    Quest’anno, per essere sempre più migliori, citando una meteora rossa che non è certo Milva, tocca alle migliori per eccellenza, o per antonomasia: Mina e Celentano.

    È passato un anno e qualche settimana dal lancio del disco che ha sancito il loro ritorno, nel 2016, e per questo Natale so che sarà meglio ascoltare loro, piuttosto che la voce di Michael Bublé o di ogni altro artista da ascensore del Waldorf Astoria, anche se non c’è storia: il Waldorf Astoria spetta al principe Akeem of Zamunda, mentre quello che aveva perso l’aereo per poi chiedere informazioni a Trump era al Plaza.
    Sto invecchiando. Inizio a perdere colpi.

    Comunque, nulla contro Bublé, anzi.
    Ho tutta la sua discografia, e la ascolto regolarmente a Ferragosto, per non destare sospetti e perché diventi così alternativa da essere più indie del sole di Riccione e delle coste frastagliate e alte della Romagna, dove sembra di essere a Dover.
    Volevo dire Dovera.

    Dov’eravamo rimasti? Ah si, al repackaging di MinaCelentano 2016, e alle sue classicherie perfette per ogni malinconia, nostalgia, sciatalgia e tutto quello che finisse per ia.

    “Eva” è il singolo di lancio del disco, che contiene 29 brani, di cui 11 provenienti dall’operazione “MinaCelentano” del 1998 e “Le Migliori”, del 2016.
    Tutto il resto è vita.

    Sapete già tutto.
    È facile prevedere un avvicinamento ai record di vendite della stagione 2016/17, in cui “Le Migliori” è stato capace di raggiungere per 5 volte il titolo di Disco di Platino.

    Da Mina e Celentano, più giovani di molti giovani in circolazione, il tempo non passa e le convenzioni diventano briciole.

    Smile! you are on CityNow!