• Conosciamo la nostra terra, ne conosciamo i profumi, i luoghi, ma non sempre conosciamo i meravigliosi miti e le misteriose leggende che avvolgono la Calabria.

    Eccoci dunque ad un altro appuntamento della rubrica #MitiDiCalabria, nata per raccontarvi le più famose leggende che fanno parte della nostra terra.

    Oggi vi raccontiamo la leggenda di Porto Oreste.

    Luogo caratteristico dell’affascinante Costa Viola, è noto ai più come “la cala di Rovaglioso” a Palmi. Una caletta naturale sormontata da scogliere e anfratti che si apre al termine di un costone a picco sul mare, coperta da zagare e fichi d’india, offre un paesaggio davvero suggestivo e caratteristico, che riporta subito alla mente la Calabria in tutta la sua bellezza. Proprio per queste sue peculiarità, il porto, è ritenuto il fiore all’occhiello della costa tirrenica.

    Ma “Porto Oreste” non è il vero nome del luogo, solamente il frutto di una leggenda narrata nel corso dei secoli.

    Si racconta infatti che Oreste fosse il nome del figlio di Clitennestra e Agamennone, due fra i personaggi più famosi della mitologia greca. Secondo la tradizione, confermata anche da molti storiografi romani, Oreste dopo aver ucciso la madre, colpevole di aver complottato alle spalle del marito insieme all’amante Egisto, sarebbe sbarcato qui nella provincia di Reggio Calabria al Rovaglioso di Palmi per purificarsi dell’orrendo crimine immergendosi nelle acque del Tirreno.

    La leggenda vuole che, dopo essere impazzito per il matricidio, Oreste riacquistò il senno bagnandosi per sette volte nelle acque del porto che oggi tutti ricordano con il suo nome.

    Nonostante la derivazione del nome, un po’ oscura e macabra, Porto Oreste è considerato “tra le località più suggestive dell’intera costa tirrenica italiana” – queste le parole di Lidia Liotta qualche anno fa presidente del comitato scientifico di Legambiente Calabria – “la cala di Rovaglioso ben rappresenta la migliore caratteristica del nostro Paese: la bellezza, cioè lo straordinario intreccio tra mito, storia e paesaggio”.

     

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