• Un anno e mezzo di silenzio, una serie di apparizioni tra radio e tv negli ultimi giorni. Torna a parlare Gabriele Martino, chiaro e diretto come sempre, ma anche moderato e garbato nei toni. Lo ha fatto durante la trasmissione “Momenti Amaranto” in onda su Videotouring trattando tantissimi argomenti e partendo ovviamente dal grande caos del calcio di oggi: “E’ stata un’estate e continua ad essere un autunno dal punto di vista calcistico per la C di grande caos.

    A memoria non riusciamo a trovare precedenti in tal senso. Le società continuano a produrre ricorsi su ricorsi e nonostante alcuni vengano ritenuti inammissibili, si continua a ricorrere. Siamo a metà ottobre e ci sono società come la Viterbese che non sono mai scese in campo o l’Entella che ha giocato una partita in C, messa in stand by in attesa di riottenere la B, il Catania che è partito dopo una serie di rinvii.

    Oggi, insieme ai comparti tecnici, per una società è importante avere anche un buon avvocato, il calcio di oggi dice questo, mettendo troppo spesso in secondo piano le vicende di campo. Riguardo la fideiussione della Reggina, sarà anche questa una battaglia che secondo me durerà parecchio.

    Soddisfatto del mio percorso con la ultima Reggina? I miei due anni sono stati intensissimi, vissuti con grande entusiasmo da parte di tutti, sicuro avrei voluto portare a termine il mio mandato fino alla scadenza del contratto, giugno 2019. L’amarezza è stata forte soprattutto perché si era capito che quello che si stava costruendo aveva già una forma e con aggiustamenti e piccole modifiche si sarebbe arrivati a fare campionati più importanti rispetto a quello scorso e di quest’anno.

    Io non sono andato via dalla Reggina, senza giri di parole posso dire che quella è stata una scelta non di comune accordo tra le parti, ma presa da chi ne aveva il potere per farlo, quindi il presidente, ripeto non ho lasciato io la Reggina.

    Nel momento in cui mi è stato affidato l’incarico partendo dai dilettanti, speravo di portare a termine quel progetto tecnico che avrebbe dovuto condurci nel giro di qualche anno alla serie B, non mi è stato permesso.

    Ritengo di avere contribuito nella mia lunga esperienza ai successi della Reggina, e parlo di tutto il mio percorso iniziato nei primi anni novanta da dirigente, spero sia stata apprezzata soprattutto l’onestà che ha accompagnato sempre il mio percorso professionale.

    La squadra di quest’anno? Ho visto le partite con Vibonese e Siracusa in Coppa Italia ed a Trapani. I risultati dicono che si è stati eliminati dalla competizione senza aver mai vinto e che fino ad oggi su tre gare di campionato sono arrivate due sconfitte pesanti ed un successo. L’obiettivo dichiarato è quello di raggiungere i play off e secondo me è cosa semplice, tenuto conto anche delle difficoltà delle altre.

    Taibi? Da dirigente lo conosco troppo poco. Il ruolo del Ds è parecchio impegnativo. Molti pensano che il suo ruolo sia circoscritto nella scelta del tecnico e dei giocatori come se solo quella sia la cosa importante. Nel calcio di oggi devi avere conoscenze giuridiche, economiche, finanziarie, psicologiche e organizzative. Taibi è alle prime armi, speriamo per la Reggina faccia le cose per bene allo stesso tempo ricordo che non basta essere stati dei buoni calciatori per essere poi dei buoni direttori sportivi.

    Un mio ritorno? Alla Reggina non si dice mai di no, è stata la prima cosa dichiarat dal sottoscritto quel giorno di qualche anno fa a Palazzo S. Giorgio”.

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