• “Mangiare sano, mangiare calabrese”: è questo lo slogan della campagna lanciata dal Codacons Calabria alla luce dei cambiamenti, ma anche dei rischi, intervenuti in campo alimentare negli ultimi anni.

    “Il nostro slogan parte dalla considerazione – afferma il vicepresidente nazionale del Codacons, Francesco Di Lieto – che oggi alla paura della fame si è sostituita la paura del cibo per ragioni dietetiche, per eccesso di disponibilità, per presenza di contaminanti o altro. Ed il recente allarme delle uova contaminate dal Fipronil, un insetticida ad ampio spettro, non è che l’ultima ulteriore conferma. Inoltre, i messaggi spesso ingannevoli della pubblicità e la disinformazione creano insicurezza”. “Riteniamo – prosegue Di Lieto – che la tradizione alimentare debba diventare il punto di partenza per la creazione di un nuovo modello. Si parla comunemente di dieta, ma sarebbe meglio parlare di ‘stili di…’ e di modelli alimentari, proprio per il significato più ampio che essi racchiudono: non solo aspetti tecnici, scientifici ed economici, ma anche culturali nella più ampia accezione del termine. Da una indagine effettuata dal Codacons sull’intero territorio regionale emergono dati preoccupanti come la diffusione di abitudini alimentari non corrette, specie nel mondo dell’infanzia; diffusione di modelli non dovuti ad atteggiamenti consapevoli ma frutto di scelte indotte; mancanza di informazioni o informazioni dai contenuti non chiari, su argomentazioni legate all’alimentazione, alla produzione agricola ed ai prodotti tipici regionali; allontanamento del consumatore dalle proprie radici culturali, favorito dalla standardizzazione dei pasti, che porta all’isolamento culturale dell’individuo ed alla sua diseducazione al gusto”. “Partendo da tali preoccupanti elementi – sostiene ancora Di LIeto – il Codacons ha deciso di attivare un percorso di educazione alimentare e di sensibilizzazione verso le produzioni tipiche e tradizionali calabresi da offrire a tutte le scuole elementari della regione. L’educazione alimentare nelle scuole rappresenta una occasione ed una opportunità per la conoscenza e la valorizzazione dei prodotti tipici e tradizionali calabresi, perché il cibo è, anche e soprattutto, cultura che deve essere salvata proprio partendo dalla scuola con azioni specifiche”.

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