• Di Anna Biasi – “Mamma mia!” che spettacolo! A ritmo delle canzoni degli svedesi Abba e musica interamente dal vivo con l’orchestra capitanata dal maestro Emanuele Friello posta in cima alla locanda “notti d’estate” di un’isola greca, Donna Sheridan, tostissima protagonista femminile (Sabrina Marciano la ballerina diplomata all’Accademia Nazionale di Danza di Roma) è la madre di Sofia (Eleonora Facchini dalla voce di usignolo) con la quale però non parla del passato e della paternità alla figlia. Quest’ultima fa di tutto per realizzare il suo desiderio più grande, quello di essere accompagnata all’altare da un papà che non ha mai conosciuto.

    I tre presunti padri interpretati, gli incredibili Paolo Conticini – Sam, Luca Ward – Romolo e Sergio Muniz – Enrique), tre uomini molto diversi tra loro, approdano sull’isoletta ed arrivano a credere, ognuno all’insaputa dell’altro, di dover portar sottobraccio la figlia al matrimonio con Sky (Jacopo Sarno).

    Attraenti le performance tra il romano di Ostia (Luca Ward) e Rosy (interpretata magistralmente dall’intonata e melodiosa Elisabetta Tulli), la single convinta, ma non troppo e la scoppiettante, alta e snella, attrice e cantante Laura di Mauro (nei panni di Tania la pluridivorziata molto ricca che ammalierà il povero Paprika).

    Sano divertimento e romanticismo per le 1200 persone presenti a Catona Teatro ad assistere al musical scritto dall’inglese drammaturga Catherine Johnson in una nuovissima versione tutta italiana. Cast stellare e scenografia incredibile che lascia tutti a bocca aperta, con un pontile sospeso su vera acqua di mare, pedane girevoli e bouganvillea tipici dell’isola del Mediterraneo.

    Nonostante siano trascorsi 21 anni, Donna non è mai divenuta una casalinga disperata, non è cambiata per nulla ed è sempre una signora indipendente, eccezionale ed unica nel suo genere. Come il destino ellenico, rimasta incinta molto giovane, ad un giorno del matrimonio le si presentano sull’isola gli uomini ai quali si era concessa vent’anni prima. La proprietaria della locanda crede che sposarsi sia solo una formalità ed un capriccio della figlia e che sia stato giusto fare tutto da sola, tant’è che Sofia le confessa: “Mamma non voglio che i miei figli crescano senza sapere chi è il padre, perché tanto, per te, è solo una formalità!”. Sofia che ama Sky più di ogni altra cosa al mondo, era certa di riconoscere il padre in sole 24 ore ma non riuscendoci, chiede alla madre di accompagnarla all’altare, perché unico amore certo.

    Il giorno del matrimonio con la paternità ancora ignota, la verità non interessa più a nessuno: tutti e tre gli uomini sono felici di avere un terzo di Sofia, la quale oltretutto si rende conto che non desidera più sposarsi, consapevole che Sky non desidera affatto diventare suo marito. Così decidono di andare via dall’isola e visitare il mondo ed avverare il loro sogno di libertà.

    Piuttosto che gettare via una cerimonia già pronta e ben organizzata, Sam decide di offrire tutto il suo aiuto per la locanda e dichiara il suo amore eterno nei confronti di Donna, covato dentro da oltre 21 anni.

     La forza di Catona Teatro è visibile a tutti, anche se Reggio Calabria non ha compreso ancora bene il grande talento del Presidente della Polis Cultura.

    Come sarebbe bello se ci fosse una stagione teatrale di prosa ed un progetto con il teatro Francesco Cilea, affinché il pubblico reggino possa godere di grandi spettacoli al chiuso anche d’inverno, come avviene in tutte le città d’Italia. È necessario che il cittadino reggino riscopra il teatro e lotti per esso, perché appunto “comunale” e dunque anche suo. Basterebbe una semplice collaborazione tra il Comune di Reggio Calabria e la Polis Cultura, che con la sua grande organizzazione ed esperienza  di Catona Teatro potrebbe sopperire a questa mancanza. L’anno scorso è stato fatto un tentativo con la rassegna “la maschera e i volti” che ha riscosso particolare successo presso il Teatro Cilea di Reggio Calabria con prosa di qualità. Ciò dimostra la necessità di un progetto teatrale ufficiale a livello di città cosiddetta metropolitana. Il cittadino deve pretendere una stagione di alto livello, come avviene in tutte le città teatrali d’Italia, come Roma, Palermo e Catania: una stagione di prosa o di lirica (seppur limitata a pochi titoli), tanto amata e richiesta dal pubblico reggino, memore di quel Cilea che ha dato lustro e fama alla nostra città.

    Tra l’emozione generale a fine serata, rimane solo un grande rammarico tra i componenti della platea: quello di non aver potuto assistere a due grandi eventi, come il concerto di Sergio Cammariere nella stessa serata a titolo gratuito, perché ancora non dotati del dono dell’ubiquità. Un cartellone quello di Catona Teatro già uscito da almeno due mesi, per cui, è un grande peccato aver organizzato un’esibizione di un compositore di così tanta raffinata intensità espressiva, da doti pianistiche eccezionali, all’Arena dello Stretto lo stesso giorno di un evento di grande proporzioni come “Mamma mia!”.

    Il più sincero ringraziamento va al Presidente, Lillo Chilà, che è riuscito a portare in Calabria, precisamente a Catona, uno spettacolo così imponente, di grande valenza artistica, grazie alla sua antica amicizia con il regista Massimo Romeo Piparo (a capo della Peeparrow), messinese, direttore del Sistina, che quest’anno andrà in giro per l’Italia con un altro bellissimo musical che è Billy Elliot.

    In attesa di esser presenti ad altri incanti che regalano emozioni ad ogni canzone, si ricordano i prossimi due musical “il Principe ranocchio” con il corpo di ballo della compagnia bit e “Diana & Lady D” con Serena Autieri che saranno in scena rispettivamente il 12 e il 23 agosto.

     

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