• di Pasquale Romano – L’estate 2016 è alle porte, le condizioni climatiche già da qualche giorno fanno assaporare voglia di mare in riva allo Stretto. Sul chilometro più bello d’Italia, si lavora come ogni anno alla costruzione dei vari stabilimenti balneari, ‘preda’ di reggini e turisti per diversi mesi.

    Negli ultimi giorni tiene banco in città la querelle legata alla celeberrima ordinanza datata 2013, firmata dagli allora commissari di Reggio Calabria. Tranne i week end di luglio ed agosto, la musica deve cessare (al massimo) entro l’1.30. Prevedibile la rabbia dei giovani reggini che temono cosi di trascorrere un’estate ‘dimezzata’ e quella dei proprietari degli stabilimenti che vedono diminuire sensibilmente gli incassi.

    Reggio Calabria sembra dividersi in due (e l’età spesso fa pesare l’ago della bilancia) tra chi vuole libertà di svago e chi invece si schiera a favore dell’ordinanza. Giuseppe Iannò, proprietario del ‘Pepys Beach’, è l’unico imprenditore presente sul lungomare reggino dalla prima stagione del 2004 ad oggi, senza interruzioni. “Nei primi anni la novità ha attratto in modo massiccio la città e non solo.L’idea di questi stabilimenti balneari vicini, con la possibilità di entrare e uscire, ha incontrato il favore della clientela. Adesso assistiamo da qualche tempo al fenomeno inverso, ma non si tratta di un caso. Il turismo bisogna incentivarlo, stimolarlo, trascinarlo con idee e iniziative, non arriva per magia”.

    Una città dalle enormi potenzialità ma intrappolata, vittima di sè stessa. Reggio Calabria città turistica, purtroppo dalla teoria manca la pratica: “Bisogna offrire servizi. Oggi non riusciamo a spostare il turismo, soprattutto di fascia medio-alta. Invece altrove, con meno, il turismo funziona molto di più. Non credo molto nella visita ‘mordi e fuggi’ di un giorno, ritengo invece sia decisivo portare il turista a Reggio Calabria e farlo rimanere in città per diversi giorni”.

    In passato, grazie anche ad alcuni villaggi che animavano i paesi limitrofi, Reggio Calabria era presa d’assalto da flotte di turisti. “Da aprile iniziavano ad arrivare diversi gruppi di stranieri, l’economia e l’indotto erano positivamente influenzati da questo flusso. Mi chiedo perchè oggi non sia possibile riproporre una idea simile. Si lavora solo due mesi, luglio e agosto, quando sarebbe possibile farlo da aprile ad ottobre”, assicura Iannò ai microfoni di City Now.

    In concreto, come si può avvicinare il turista a visitare Reggio Calabria? “Serve una politica accurata, fatta di una ideale combinazione tra i trasporti, le strutture ricettive e la promozione delle nostre bellezze, che sono presenti ma poco enfatizzate. Mi faccio portavoce affinché le istituzioni colgano questo messaggio e lo facciano proprio. Bisogna far dire al turista ‘andiamo a Reggio Calabria, offre tutto quello che ci serve per passare una bella vacanza’. Purtroppo invece non è cosi“.

    La musica è il nodo cruciale che rischia di ‘infiammare’ ulteriormente l’estate reggina 2016. Come si può conciliare le esigenze di chi abita nei pressi del lungomare con la voglia di svago dei giovani che frequenteranno gli stabilimenti balneari? Difficile risolvere il dilemma, ad oggi bisogna fare i conti con una ordinanza chiara e che non presta il fianco ad interpretazioni.

    Una possibile soluzione potrebbe sbrogliare la matassa.I titolari degli stabilimenti balneari hanno proposto di utilizzare pannelli fonoassorbenti trasparenti per diminuire la pressione sonora, l’ipotesi è al vaglio delle istituzioni. 

     

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