• di Eva Curatola – Quella narrata oggi dal Sindaco della Città Metropolitana, Giuseppe Falcomatà, attraverso un post sui social, è una storia che commuove e fa riflettere.

    Ogni mattina, da circa tre anni, al Primo Cittadino di Reggio Calabria viene recapitata, a Palazzo San Giorgio, una barretta di cioccolato e una lettera scritta a mano. Il protagonista di questa storia è Giuseppe, un signore che ha più di 80 anni e che, da quando ha fatto la conoscenza del nostro Sindaco, non smette di supportarlo nelle sue lunghe giornate.

    Un pensiero carino e sincero che fa onore al cittadino reggino che, staccandosi dai pregiudizi, sostiene quotidianamente chi ogni giorno si occupa della nostra comunità. Nella lettera si leggono anche le scuse, da parte di Giuseppe, per non esser stato molto presente in questo periodo a causa di problemi di salute.

    “In quella di oggi si scusa per non essere stato molto presente in quest’ultimo periodo, causa influenza, e mi raccomanda di non arrabbiarmi e di portare avanti le tante cose che si stanno facendo in questo periodo”.

    Una vera e propria ventata d’aria fresca in città che serve a ridare il buon umore alle istituzioni che lavorano per noi e ai cittadini che spesso si sentono abbandonati.

    “In effetti di lavoro ce ne è tanto in questi giorni – prosegue Falcomatà nel suo post su facebooke tanto ce ne sarà”.

    Una storia che quasi commuove, quella dei due Giuseppe: “L’ho conosciuto solo dopo essere diventato sindaco, ho conosciuto la moglie Maria e ho avuto l’onore di prendere un caffè a casa loro”.

    Due cittadini accomunati dal nome ma anche dall’amore per la propria città.

    “Con questo post vorrei ringraziarlo perché persone come lui danno un senso a questo funambolico “mestiere” di Sindaco e mi rammentano l’orgoglio e la responsabilità di guidare la nostra Reggio. Perché è grazie anche ai suoi pensieri mattutini, al suo esempio, ai suoi occhi e alla sua tenerezza che ogni giorno trovo la forza per affrontare questa enorme sfida chiamata città”.

    Non bisogna infatti dimenticare, come ricorda anche il Sindaco, che la città è fatta soprattutto da chi ci vive: “La città non sta nelle mura ma in chi quelle mura le difende; è un insieme di voci, di anime, di cuori, di respiri che vanno ascoltati, serviti, curati e onorati. È tutto qui”.

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