• Legambiente Reggio Calabria Città Metropolitana aderisce con convinzione all’appello “Io sto con Mimmo Lucano” lanciato a sostegno del Sindaco di Riace e del sistema d’accoglienza da lui ideato, con geniale intuizione e tenace applicazione, e realizzato in quel piccolo comune, fino a diventare, a giusta ragione, esemplare modello a livello internazionale elogiato anche dall’ONU.

    Secondo Legambiente le ipotesi di reato formulate a carico di Mimmo Lucano non solo non possono essere che infondate e destinate a cadere nel corso dell’approfondimento da parte della Magistratura, ma rappresentano uno stridente paradosso perché formulate nei confronti di una persona che ha fatto e fa della legalità, nella gestione pulita dei fondi e dell’amministrazione, e dell’intransigenza sul piano dei principi morali due caratteri distintivi della propria azione di governo del borgo e della propria specchiata condotta di vita.

    Tutto ciò ha concorso a fare del modello d’accoglienza un esempio conosciuto e apprezzato anche a livello internazionale che contrasta in modo stridente con quei vergognosi esempi di utilizzo affaristico e privatistico del sistema accoglienza, di cui purtroppo non mancano gli esempi.

    Legambiente Reggio Città Metropolitana – che ha un legame speciale con Riace, consolidatosi attraverso tante iniziative a carattere di puro volontariato, continuerà a stare, come lo è sempre stata, senza indugi, dalla parte di Mimmo Lucano e dei responsabili della Cooperativa Città Futura, e contro tutti i nemici palesi o occulti che sperano di utilizzare l’inchiesta, pur legittima, della Magistratura – soprattutto se questa si protrarrà in tempi dilatati – per ampliare lo spargimento di fango e alimentare la cultura retriva dell’odio e del sospetto o, semplicemente, provare a riassorbire e far rientrare nella burocrazia piatta e normalizzante ma socialmente sterile, la straordinaria “anomalia” attrattiva del modello Riace.

    Questa si caratterizza anche attraverso il valore creativo dei progetti e di strumenti innovativi ed efficienti come i bonus della moneta locale e le borse lavoro, ottusamente contestati.

    Al di là della validità ampiamente dimostrata, questi contribuiscono ad alimentare la “buona economia dell’accoglienza” e la rivitalizzazione urbana rendendo protagonisti attivi i “nuovi cittadini” migranti ma anche numerosi giovani progettisti, operatori, istruttori del luogo con un nuovo ed esteso intreccio di positive relazioni che vanno ben oltre il territorio calabrese. Legambiente Città Metropolitana rilancia l’invito alla mobilitazione convinta che se la vicenda Riace dovesse finire nelle “sabbie mobili” o dovesse essere fatta morire “a fuoco lento” magari con il beneplacito istituzionale si spegnerebbe la luce, ben oltre l’esperienza in sé, su una solida via di sviluppo che potrebbe rappresentare la soluzione per tanti altri comuni, calabresi e non solo, altrimenti destinati alla povertà e all’abbandono.

    Sarebbe questo il modo peggiore per battezzare la legge sui piccoli comuni appena approvata dal Parlamento.

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