• Sono luoghi che “incarnano al meglio l’autenticità della cucina italiana, una cucina semplice, priva di barocchismi ed eccessi di lavorazione che hanno il solo fine di stupire. Una cucina che non cerca di uniformarsi in un unico stile con cotture millimetriche, sottolinea le differenze e non si piega alle mode”. Così definiscono le osterie Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni, curatori della guida che Slow Food dedica alle roccaforti del mangiarbere all’italiana.

    Una sorta di sussidiario del “mangiare come un tempo” presentato al Parco delle Sorgenti di Ferrarelle, alla presenza di tutti gli oltre 400 osti protagonisti del volume. Sono loro i rappresentanti della cucina antiomologazione e sono una schiera numerosa.

    Con il simbolo della chiocciola sono contrassegnati infatti i locali top, quelli dove il sano e ‘local’ è anche ottimo al giudizio dei gourmet e che la guida giudica “più in sintonia con i princìpi di Slow Food”.

    In questa lista la maggior concentrazione di chiocciole si trova a pari merito in Veneto e Toscana con 26 chiocciole, seguite da Lombardia e Campania con 22, poi Piemonte con 21, Emilia Romagna e Sicilia (20), Puglia 18 e Lazio 16. Sono 7 invece i locali calabresi, due quelli in provincia di Reggio Calabria, ‘Il tipico calabrese’ di Cardeto e ‘La collinetta’ di Martone.

    CALABRIA

    PECORA NERA
    Albi (CZ)

    IL TIPICO CALABRESE
    Cardeto (RC)

    L’AQUILA D’ORO
    Cirò (KR)

    LA TAVERNA DEI BRIGANTI
    Cotronei (KR)

    LA COLLINETTA
    Martone (RC)

    CALABRIALCUBO
    Nocera Terinese (CZ)

    IL VECCHIO CASTAGNO
    Serrastretta (CZ)

    fonte: Repubblica.it

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