• Sapori di Calabria è la rubrica di CityNow che nasce dall’intento di promuovere e far conoscere le più celebri ricette della nostra terra.
    Ogni settimana vi proporremo infatti un piatto tipico calabrese, raccontandone la storia e descrivendovi i procedimenti per la preparazione. Oggi vi parliamo delle mitiche ‘frittole’ prelibatezza reggina dalle caratteristiche uniche.

    L’uccisione del maiale a Reggio è una tradizione che va avanti ormai da secoli, per quanto (forse) il procedimento possa sembrare barbaro, il maiale permetteva alle famiglie più povere di sfamarsi per un lungo periodo, garantendo anche l’alternanza delle pietanze, tra cui appunto le frittole.

    Quest’ultime appartengono alla tradizione reggina da così tanto tempo che si è giunti a creare dei detti in loro onore, che spesso vengono utilizzati anche nei momenti più disparati, come ad esempio: “Del maiale non si butta via niente”.

    Dagli occhi al cervello, ogni parte, se gradita, può essere cucinata e consumata come pasto. Le parti solitamente impiegate per le frittole sono: lardo, cotenne, costate, stinchi, parte del collo, della guancia, lingua, muso, orecchie, rognoni, trippa, rigatino ossa ed altre parti meno nobili del maiale.

    Le frittole, oltre ad essere solitamente preparate nel periodo invernale sono il ‘piatto’ per eccellenza di Festa Madonna. La festa patronale della nostra città da infatti il via a questa usanza secolare e il giorno prediletto dal reggino medio per consumare questa specialità è proprio il sabato.

    Vediamo insieme la ricetta delle frittole! 

    Preparazione

    Per prima cosa bisogna essere in possesso di un calderone di rame stagnato, “a caddara”. Questo sarà posto sulla brace, e bisognerà far sciogliere lentamente il grasso mescolando con un lungo cucchiaio di legno insieme a qualche litro di acqua.

    Sciogliere poi il sale in un pò d’acqua tiepida, e versarlo all’interno della ‘caddara’ quando il grasso sarà sciolto. A questo punto iniziate ad aggiungere le varie parti: orecchie, zampe, muso, rognoni, cuore, lingua, coda, stomaco e la parte inferiore delle cosce, i gamboni, quindi far bollire per circa 4 ore.

    Dopodiché aggiungere le cotenne e continuare la cottura per altre due ore mescolando di tanto in tanto. Infine, trascorse le due ore, si aggiungono le ossa e si porta a termine la cottura facendo bollire per altre due ore circa.

    Da non dimenticare è il sale, che va aggiunto alle frittole mezz’ora prima che la cottura sia terminata.

    Dopo una cottura di circa otto ore, le frittole saranno pronte da gustare accompagnate da un buon vino rosso prodotto magari in casa e un’insalata di agrumi (limoni, arance, bergamotti) a fine pasto.

    Buon appetito e al prossimo appuntamento con #SaporiDiCalabria!

     

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