• Laura Rosaci, sedici anni appena compiuti, allieva della classe III E del Liceo Classico di Ordinamento annesso al Convitto Nazionale di Stato “T. Campanella”, è la prima studentessa reggina a conseguire la Certificazione delle Competenze della Lingua Latina, livello A2, organizzata dalla CUSL (Consulta degli Studi Latini Universitari) con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia.

    108 studenti da tutti i Licei della Calabria si sono presentati il 12 aprile al Liceo Classico Pitagora di Crotone per sostenere il test che certifica le conoscenze dell’antico idioma, ma solo in 14 sono riusciti a conseguire il livello A2.

    La certificazione (sul modello degli esami di inglese Cambridge)  nasce con lo scopo di incentivare lo studio liceale del latino attraverso un’attestazione ufficiale, riconosciuta a livello nazionale (ed in futuro anche internazionale), e di valorizzare anche attraverso un adeguato riscontro esterno gli esiti di apprendimento linguistico raggiunti dagli allievi in questo settore disciplinare.

    “L’importanza del latino, e in genere delle discipline classiche, nella formazione culturale dei giovani è innegabile, sottolinea Francesca Arena, dirigente scolastico del Convitto. Il nostro Istituto si è posto sempre tra i suoi obiettivi lo studio contrastivo fra le lingue a vantaggio sia di un migliore apprendimento delle lingue e culture classiche, sia di una più approfondita conoscenza dell’italiano. I nostri docenti utilizzano una didattica moderna e accattivante che strizza l’occhio al digitale ma contemporaneamente, attraverso la lettura dei testi in lingua originale, indirizza i giovani all’idea di stile come originalità linguistica, forma suprema della libertà individuale”.

    “La conoscenza del latino è una garanzia, aggiunge la prof.ssa Alessandra Panella, referente della Certificazione di Lingua Latina per il Convitto. Garanzia di flessibilità e di problem solving, cioè la capacità di affrontare rapidamente problemi complessi. Il latino è una materia impegnativa che serve a far riflettere sulla propria lingua e che ti costringe a mobilitare categorie cognitive, è un patrimonio culturale che va valorizzato e trasmesso con entusiasmo alle nuove generazioni. Al pari delle lingue moderne, la sua conoscenza  può e deve fare curriculum”.

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