• Le Infermiere Volontarie Cri di Reggio Calabria sono state in visita giorno 11 marzo 2018 sul Pattugliatore d‘altura Libra ormeggiato nel porto di Reggio Calabria dal 09 marzo u.s. al termine dell’addestramento di periodo svolto in questi giorni con l’obiettivo di mantenere elevato lo standard di capacità delle unità della Squadra navale.

    La Nave Libra, seconda unità della classe “Costellazioni prima serie”, è stata varata nel 1988 presso i cantieri navali di Muggiano (La Spezia) e consegnata alla Marina Militare l’anno seguente. Le quattro navi gemelle della classe – Cassiopea, Libra, Spica e Vega – sono state realizzate nel contesto della Legge nr. 979 del 31 dicembre 1982, meglio nota come “Legge sulla difesa del mare”.

    Questa classe di navi, infatti, è equipaggiata con specifiche attrezzature per la bonifica dell’inquinamento marino. Oltre alle operazioni di antinquinamento, i compiti principali dell’unità sono il pattugliamento delle coste nazionali, la vigilanza sull’attività di pesca, il controllo dei flussi migratori, la ricerca e soccorso per la salvaguardia della vita umana in mare. La nave, il cui porto di assegnazione è Messina, fa parte della Prima Squadriglia Pattugliatori ed è inquadrata sotto il Comando delle Forze da Pattugliamento di base ad Augusta (Siracusa).

    Durante la visita il TV Zappata e il STV Michelangeli hanno omaggiato l’Ispettrice delle II.VV. di Reggio Calabria, Sorella Gina Di Beo, di un crest della nave, dove è inciso il loro motto: “ Patiens Vigil Audax” che rappresenta le virtù ispiratrici delle loro missioni, che negli ultimi anni hanno riguardato soprattutto  il controllo dei flussi migratori e la salvaguardia della vita umana in mare, nonché il controllo del traffico mercantile nell’ambito della lotta alle attività illecite e al terrorismo internazionale.

    Il comandante della nave ha, inoltre, ringraziato per l’eccellente collaborazione che le Infermiere Volontarie prestano alla Marina Militare Italiana, per la professionalità che caratterizza il loro operato sempre rivolto alla difesa dei più vulnerabili.

    In particolar modo, ha fatto cenno all’intervento umano e professionale prestato da una Sorella durante il soccorso di un migliaio di migranti, che con amorevole cura ha salvato la vita di una giovane migrante in procinto di concepire una nuova vita.

    Oltre ad essere stato un incontro istituzionale ha rappresentato la condivisione di valori ormai quasi desueti come il rispetto della vita umana nonché il senso patriottico.

    II. VV.

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