• Ancora musica per la rassegna “Exit deviazioni in arte e musica” con Floriana Cangiano, in arte Flo, una delle presenze più importanti della nuova canzone d’autore al femminile.

    Un appuntamento quello di ieri dedicato alla musica di qualità ed al sociale, il ricavato del concerto è stato infatti devoluto in favore dall’Associazione “Gli altri siamo noi”, una realtà nata allo scopo di rispondere ai bisogni di persone con Sindrome di Down. Un momento di integrazione importante che ha significatamene colpito anche l’artista che si è detta entusiasta di contribuire con la sua musica alla realizzazione della serata.

    L’atmosfera intima e familiare del Castello Normanno Svevo di Cosenza ha permesso a Flo di aprire completamente il suo cuore al pubblico presente: «Quando ripenso alla mia giovinezza mi viene in mente mia nonna. Da questi ricordi è nata “Freva e Criscenza”».

    Il testo, in napoletano stretto, parla della “febbre di crescita”; un malessere quasi mitologico.

    «M’incantavo a guardarla mentre svolgeva i suoi riti. Poi la notte, nel buio della stanza enorme, morivo di paura. Ho scelto un napoletano arcaico e quasi perduto, incomprensibile ai più, per sentire ancora il mantra che mia nonna a labbra serrate cantilenava mentre annientava il malocchio». Seguono poi brani tragicomici come “Bellissima presenza” e storie tra il sacro ed il profane come “Malemaritate”, di donne facili prede di preti venditori di indulgenze.

    Posa con grazia e delicatezza il grande tamburello ai suoi piedi e aggiustando il microfono scostato un po’ dal vento afferma: «Oggi per andare ai concerti di artisti non affermati ci vuole un grande coraggio. Chi lo fa come avete fatto voi, lo fa perché ha davvero voglia di emozionarsi e provare qualcosa di diverso. Siete – continua con un velo di emozione- lo zoccolo duro di chi è disposto a provare ancora delle emozioni». A due anni di distanza dal bellissimo esordio con il disco “D’Amore e di altre cose irreversibili”, per la prima volta in città – accompagnata dai suoi inseparabili musicisti Michele Maione, Marcello Giannini e Marco Di Palo – ha presentato il suo ultimo lavoro “Il mese di Rosario”, che contiene nove brani, sette inediti e due riarrangiamenti di altrettanti brani di Rosa Balistreri. Un concerto unico, intenso ed originale, sospeso fra tradizione del Sud, atmosfere waitsiane, reminiscenze jazz, in cui a narrare è la voce versatile di una napoletana verace, capace di abbinare generi e idiomi, esibendosi anche in francese, spagnolo e portoghese.

    La cantautrice è un’autentica folgorazione, autrice dalla personalità forte e dalla scrittura originale, colta e irriverente, una vera forza della natura che con eleganza, attraverso il linguaggio del corpo e delle parole incanta ed emoziona la platea.

    “Il mese del rosario” è la cronaca di città ed esistenze sospese nel tempo e nello spazio, in cui si recita il rosario con passione ardente, la stessa con cui forse si è peccato. Un disco in cui coesistono il calore dell’indulgenza, la rassicurante memoria delle storie raccontate e il gentile libertinaggio dell’animo umano.

    Un concerto intimo, degna chiusura della prima e consistente parte di “Exit” che dopo i due piano solo di Paolo Zanarella e Rita Marcotulli ha aperto le sue porte a Flo, per dare spazio alla canzone d’autore e offrire ancora stimuli e vie di fuga.

    Exit continua con l’attesissimo concerto di Stefano Bollani il prossimo 15 settembre, un omaggio all’arte dell’improvvisazione che consente di scoprire la musica come un enorme gioco da re-inventare, ed è quello che accadrà nella performance in Piano Solo anche a Cosenza, a conclusione di una rassegna unica nel suo genere.

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