• di Anna Biasi – Bellissimo omaggio alla tradizione drammaturgica della nostra terra con un’opera di Capuana, il quale assieme a Verga è uno dei più grandi scrittori del Meridione, che utilizza un registro comico smorzando toni tragici di un dramma del fine ‘800 siciliano rappresentato all’Arena Neri di Reggio Calabria con 4 cambi di scenografia.

    I Fratelli Ficicchia, andato in scena per il quarto appuntamento della XXXIII edizione di  CatonaTeatro è la storia di Giacomo (Ta pucu Ficicchia) e don Giovanni  che si odiano per questioni di interessi…uno, è possidente e l’altro, invece, è il sindaco del paese di Mineo, nella provincia di Enna, dove è nato appunto Capuana.

    I Fratelli Ficicchia sono in perenne disaccordo per via di un’eredità che ha favorito il primogenito, il proprietario terriero Giovanni.

    L’ostilità, però, non è solo tra i due fratelli ma anche tra i figli ed il matrimonio, a volte dipinto come salvezza, a volte dipinto ironicamente come una croce da portare sulle spalle (“è da 30 anni che ho questa croce con mia moglie”), sembra essere l’unica soluzione possibile, proprio fin quando uno dei figli, Peppino, non si innamorerà della cugina Lisa.

    Il maestro di scuola, detto “Don Nzulu” (Tuccio Musumeci)  cerca in tutti i modi di accomodare le cose e proprio lui, riuscirà a placare l’ira dei due.

    L’Odio tra due famiglie che portano lo stesso nome e l’ultima scena con il quadro della nonna che non avrebbe mai commesso alcuna malvagità svaniscono quando il sindaco strapperà il contratto…  e quando, finalmente, i due Fratuzzi si abbracceranno reciprocamente.

    Il grande Musumeci, iniziò la carriera teatrale “assai” anni fa, portando in scena l’avanspettacolo e la comicità pura, come lo fece qualche anno fa, ad agosto 2009 sempre a CatonaTeatro, con “Piccolo grande varietà” dal successo enorme.

     

    Parlando con Citynow, delle origini dello spettacolo, dal 1900 ai giorni nostri, Concetto Musumeci afferma: “Totò ci insegna la vera comicità. Oggi i giovani tentano di fare cabaret ma su tutti i stissi. La comicità rimane quella classica, italiana; i grandi comici sono sempre quelli del Sud, a parte qualcuno del nord come il grande direttore Macario a Torino, e pochi altri”.

    Tuccio Musumeci prima dello spettacolo, per nulla emozionato, racconta di essere stato una pecora nera, di aver dovuto fare il medico  e di aver poi “sfortunatamente”  incontrato Dario Fo e Giustino Durano, i quali lo hanno dissuaso e sviato dalla carriera di medico… e visto il successo dell’attore, io aggiungerei: per fortuna!

    Foto di Antonio Sollazzo

     

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