• Dei progetti in Piano Solo di Giampiero Locatelli, quello denominato “Song” (al  singolare!) contraddistingue appieno il significato della contrapposizione tra artigianato e melodismo che, in più di un’occasione, Locatelli stesso ha manifestato.

    A cominciare dall’incisione di RIGHT AWAY, i cui lavori sono definiti dall’alternanza tra i due “stati compositivi” di cui sopra, e passando da “Gershwin Leeward” (il progetto in “Piano, Rhodes e Synth”, all’interno del quale la scelta di alcune songs di George Gershwin è incentrata sulla manipolazione artigianale), il percorso costruito sul progetto in questione si basa sulla “song” in senso lato: la “song” viene intesa non come mera riproduzione di caratteri melodici armonizzati su un tessuto, e con un preciso feeling, ma come espressività impalpabile, impronunciabile, (e soprattutto non plasmabile, in fase compositiva, dal “fardello artigianale” che ogni compositore porta dietro con sé) del senso…del fiuto… del Musicista.

    Perché “song” e non “songs”? Il motivo è semplice: sicuramente si tratta di diverse songs ma, in realtà, il musicista stesso vive la stessa espressione musicale continuamente, trasfigurandola, cercando di alimentarla con “gli altrove” ai quali fa ricorso ma mai tradendo l’essenza stessa di quel “cuore della Musica” che da Secoli attraversa l’intera Umanità.

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