• di Michele Favano – E’ la data delle date, quella che per sempre verrà ricordata perché di fatto segna un momento storico per il calcio reggino ma anche per la città di Reggio. Il 13 giugno del 1999 la Reggina Calcio conquista per la prima volta la serie A, al termine di una straordinaria ed indimenticabile cavalcata, conclusasi con il successo al Delle Alpi di Torino ed uno stadio stracolmo di tifosi amaranto.

    Dopo 19 anni esatti, abbiamo ripercorso quel campionato insieme ad uno dei protagonisti assoluti di quella impresa, colui che nei momenti decisivi della stagione ha messo spesso la firma su vittorie importantissime e pesanti come quella di Brescia, Francesco Cozza:

    “Le prime immagini che mi vengono in mente e fanno venire i brividi sono certamente quelle dei tifosi amaranto al Delle Alpi, l’invasione di campo a fine partita e l’impatto appena rientrati con l’aeroporto di Reggio dove non sono in grado di stabilire quanti tifosi ci fossero, ma erano davvero tanti. Emozioni fortissime ed irripetibili che forse neanche una Champions può dare.

    Riavvolgendo il nastro di quella stagione, ricordo un episodio che in pochi conoscono. Incontrai il presidente Foti all’aeroporto di Milano per caso. Giocavo nel Lecce, è bastata una chiacchierata di dieci minuti per convincermi a tornare alla Reggina. Avevo in tasca il biglietto per Brindisi, lui quello per Reggio Calabria. Non chiedetemi come abbia fatto ad imbarcarsi sul mio aereo, poi dalla Puglia arrivammo in macchina. Con il Lecce parlò il presidente il giorno dopo.

    La squadra allenata da Gustinetti si trovava nella parte medio bassa della classifica, ma nel mercato di novembre ci furono tanti interventi compreso quello del sottoscritto che cambiarono la storia di quel campionato.

    Un gruppo forte, determinato e con le idee chiarissime. La svolta sicuramente la partita di Brescia. Si è vero uno dei gol più belli della mia carriera. Ricordo che pur senza dichiararlo apertamente il presidente Foti ed il Direttore Martino ci credevano e quel cambio in panchina a sei giornate dalla fine ne è stata la dimostrazione. Una scelta molto coraggiosa che se non avesse portato a quel risultato…

    Devo dire che quel cambio Gustinetti-Bolchi è stato sorprendente anche per noi, ma alla fine si è rivelato giusto. Un percorso finale contrario alle aspettative con tre pareggi casalinghi e altrettante vittorie esterne, ma ripeto, a quel punto ci credevamo tutti e volevamo ad ogni costo raggiungere l’obiettivo.

    Prima della sfida con il Torino, due grandi motivatori ci hanno dato una ulteriore spinta. Il presidente Foti ed il compianto sindaco Italo Falcomatà. Quest’ultimo ci ha davvero dato la carica e trovato le parole giuste per aumentare le nostre convinzioni.

    Poi i festeggiamenti, incredibili, durati per lungo tempo. L’aeroporto, la via marina, lo stadio Granillo. Pazzesco, immagini che ho ben impresse nella mia mente ed irripetibili, anzi no. Perché più o meno lo stesso entusiasmo l’ho rivisto dopo la seconda promozione in serie A ed al termine dello spareggio contro l’Atalanta. I tifosi della Reggina sono unici”.

     

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