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CityNow incontra il fumettista Antonio Federico: “Educagenda è un regalo ai calabresi onesti”

  • di Maria D’amico “Senza arte, la crudezza della realtà renderebbe il mondo insopportabile.” (George Bernard Shaw)

    Cari lettori, oggi #InsideTheBook, partendo dalla veridicità del pensiero di George B. Shaw, presenta: Antonio Federico,  un personaggio importante del panorama reggino che sono convinta condivida appieno il pensiero del noto scrittore, avendo fatto anche lui, dell’arte, la parte più importante della sua vita.

    Antonio Federico è, infatti, un concept designer e vignettista satirico che ha ormai raggiunto fama nazionale, nonché ideatore di Educagenda, il primo diario scolastico illustrato sulla legalità:

    “Educagenda è un regalo che ho voluto fare ai calabresi onesti, stufi di essere etichettati Mafiosi solo perché nati in una terra disgraziata. Educagenda è nata dallo sfogo di tanta rabbia accumulata da fiction che fanno, di tutta la Calabria, un covo di latitanti, da articoli di giornale che evidenziano del Sud solo la cronaca nera. Credo che la nostra terra ha molto altro da offrire e Educagenda ne è l’esempio.”

    Il nostro artista si è spinto ben oltre la creazione di un semplice diario, ha ideato uno strumento di sensibilizzazione giovanile geniale, una sorta di anello mancante che collega i giovani all’informazione e li stimola a interessarsi alla legalità, un tema che, nella nostra terra in modo particolare, non deve essere mai tralasciato. Il suo obiettivo è realizzare qualcosa di concreto per i ragazzi, un oggetto che li possa accompagnare durante quella fase della crescita in cui è facile distogliere l’attenzione dalla strada giusta, o sentirsi confusi dall’ambiente ostile con cui dobbiamo fare quotidianamente i conti. Educagenda è quindi una sorta di promemoria per i giovani che, ogni giorno, avranno sotto gli occhi, un fumetto che gli ricordi quanto sia importante avere il coraggio di lottare a testa alta, soprattutto nelle circostanze più buie e infime, quanto possano essere veri gli eroi che hanno rischiato la vita per darci anche solo la speranza che un futuro diverso è possibile. Insomma, Antonio Federico ha ideato il primo diario che ha già dentro i compiti più difficili:

    • Non avere paura della mafia.
    • Avere il coraggio di fare la differenza.
    • Ispirarsi ai grandi uomini che hanno combattuto per restituirci l’orgoglio e la purezza di essere figli e non vittime di una terra meravigliosa.

    Il fumetto è lo strumento artistico chiave che conferisce unicità a Educagenda, ha la capacità di esprimere in modo semplice e tempestivo un ideale e, tal volta, si serve d’ironia e sarcasmo per farlo. Ci sono altri mezzi che possono attirare e coinvolgere in modo diretto le nuove generazioni verso temi altrettanto duri e importanti come la mafia?

    “Penso che ci sia bisogno d’ideali, di esempi. Perché la società in cui viviamo è molto improntata sull’apparire, bisogna lasciare ai giovani un’eredità di valori su cui costruire il proprio futuro. Il fumetto è un linguaggio, forse il più immediato e diretto che conosco, arriva subito, ma è solo uno dei tanti mezzi di comunicazione. La chiave è potersi esprimere in qualunque modo purché si comunichi. Sin dal passato, gli artisti hanno sempre rappresentato, attraverso immagini, diversi concetti per potenziarne il significato e permettere alla gente di credere (come le rappresentazioni sacre, le battaglie, i ritratti d’importanti famiglie e coraggiosi uomini…), quanta gente prega o piange davanti ad un’immagine? Cambia la propria vita per accostarsi a un ideale, un concetto, un’idea. Per rispondere alla tua domanda, io sono un illustratore e posso parlarti del mio modo di sensibilizzare i giovani nei confronti di un problema così serio, ma credo che, prima di un’immagine, la parola sia lo strumento più naturale, anche se, parlando di mafia, purtroppo non è così scontata.”

    Le parole sono le armi dei giusti, le uniche armi che è lecito usare. La mafia si sconfigge con la cultura, a scuola il primo passo è imparare a tenere una matita in mano, quello che incidiamo da quel momento in poi lascerà per sempre un segno in noi e in chi ci circonda.

    Antonio Federico un segno l’ha sicuramente lasciato e continua a farlo tramite il suo impegno sociale costante:

    “ Vorrei dire ai giovani di credere in loro stessi, di non farsi condizionare dall’ambiente in cui viviamo. Il mondo è così grande! Aspetta solo di essere scoperto, viaggiate! Credete nei sogni, non accontentatevi! Cadete quante volte volete, ma con il coraggio di rialzarvi. Se qualcosa non vi piace, invece di lamentarvi, abbiate più coraggio e cambiatela! A questo proposito vorrei raccontarvi una piccola storia. È la storia di due pesciolini dello stretto. 

    pesciolini

    Uno nato in mare aperto, l’altro in una boccia di vetro. Il pesciolino nella boccia non aveva mai visto il mare, credeva che la sua vita fosse tutta un girotondo dentro quella piccola boccia, era spento e molto triste perché la sua natura era ben diversa da quello sfortunato destino. Il pesciolino che aveva vissuto in mare aperto invece, aveva capito come difendersi da ogni pericolo, conosceva le correnti calde e fredde, incontrava ogni giorno un mare di amici nuovi con cui confrontarsi. Un giorno, il pesciolino del mare fu catturato in un retino e portato a casa. Anche lui fu messo in una boccia, proprio accanto all’altro pesciolino. Appena entrato, il pesciolino del mare, impazzì per i piccoli spazi, prese una gran rincorsa coraggiosa, saltò fuori e morì davanti agli occhi dell’altro pesciolino che lo guardava terrorizzato morir felice, senza capirne il motivo. Per quanto fosse dura la morte, il pesciolino nella boccia pensò e capì che, quel pesciolino, non era mai stato triste un giorno nella sua vita.”

    Per un fumettista immaginare, ritrarre e descrivere eroi, che siano pesciolini che hanno il coraggio di decidere della propria vita senza piegarsi alle circostanze, o giganti dotati di super poteri, è semplice. Qual è la caratteristica imprescindibile che ogni eroe deve avere per essere definito tale?

    “Tutti possiamo essere super eroi! E ognuno con il proprio super poter! È un eroe chi dona il sangue salvando vite umane. È un eroe chi passa la propria giornata accanto alla nonna malata, chi si alza presto per andare a lavorare, per guadagnare il pane per la sua famiglia. Chi insegna con passione ai priori studenti, chi crede nel cambiamento. Chi ama senza pregiudizi, chi non ti giudica da un tatuaggio, chi ha il coraggio di ribellarsi. Oggi per essere eroi basta davvero poco.”

    Ringraziamo Antonio Federico per averci tenuto compagnia questa domenica e soprattutto per aver realizzato Educagenda, un diario che mette la legalità all’ordine del giorno, così come dovrebbe essere.

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