• Ha riportato un po’ di entusiasmo la vittoria contro il Rieti, soprattutto per la dinamica del match e per come si è arrivati a conquistare i tre punti. Il compito di Cevoli, ovviamente, è quello di capire cosa sia invece successo in quei settanta minuti in cui i suoi giocatori hanno messo in mostra un calcio pessimo, insieme ad una serie infinita di errori. La sua analisi oggi su Gazzetta del Sud:

    “All’esterno non si può sapere cosa ci diciamo con i ragazzi che, ne sono certo, sono tutti con me. Il DS Taibi verifica come lavoriamo, ho la coscienza tranquilla.

    Si, contro il Rieti sono stati settanta minuti proprio brutti, sulle scelte dovevo far riposare qualcuno ed ho agito di conseguenza. Ci metto io la faccia e mi prendo le mie responsabilità. Chiaro che mi sia domandato il perché ed una idea me la sono pure fatta. Secondo me la squadra pecca di personalità e avverte troppo il peso di una prestazione, dopo due sconfitte c’era un’aspettativa di successo ed abbiamo fatto fatica, accorciare le distanze ci è servito da stimolo.

    La Reggina è una squadra giovane che necessita di tempo per maturare, sono state cambiate 25 persone su 28, ma serve anche carisma, carattere, personalità”.

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