• Era lì da 466 anni, osservato da migliaia e migliaia di persone, ai piedi dell’angelo nel ciclo pittorico che segna l’inizio dell’arte figurativa occidentale, ma nessuno prima di adesso si era accorto di quella data.

    Risale al 1552, infatti, la data dell’affresco “Dormitio Virginis” presente sulla parete occidentale della Cattolica di Stilo, la chiesetta bizantina che sorge alle pendici del monte Consolino, nella zona della Locride. A scoprire il riferimento temporale, posto in basso nel palinsesto iconografico dell’affresco, che veniva collocato in un arco temporale compreso tra il 1410 e il 1530, è stato Elia Fiorenza, studioso della Calabria Bizantina.

    Fiorenza ha individuato la datazione mentre era intento, all’interno della chiesa, a discutere delle origini e funzioni della struttura e a visionare gli affreschi, assieme a Danilo Franco, studioso di storia locale e di archeologia industriale calabrese.

    “Al di là della curiosità e del valore teologico o cronologico – è detto in una nota di Comunicare al Sud, che ha annunciato il ritrovamento – la scoperta di una data su un affresco all’interno della Cattolica ha un grande valore per la storia di Stilo e dell’arte in generale. Grazie a questa data, che certamente necessita di ulteriori raffronti, approfondimenti e studi, si è in grado di affermare che dopo la prima metà del Cinquecento, la chiesa stilese, passa dal rito greco al rito latino. Elemento suggellato non solo dalla campana bronzea cinquecentesca e dalla piccola acquasantiera in granito, ma adesso comprovato anche da questa data che chiarisce una serie di interrogativi sul pannello più vasto presente nella Cattolica”.

    Nell’affresco “Dormitio Virginis”, o “Transito della Vergine”, è narrato l’episodio finale della vita di Maria raccontato solo da alcuni apocrifi ma raffigurato in molte opere d’arte fino alla fine del XV secolo, soprattutto nelle chiese a lei dedicate. L’iconografia della “Dormitio” rimane tuttavia fedele al modello bizantino in cui si vede la Vergine sul catafalco di morte, circondata dagli Apostoli, mentre Cristo in alto dipinto nella mandorla, simbolo di fedeltà, reca fra le braccia la sua anima, raffigurata come un bambino in fasce, e accolta dagli angeli, stessa rappresentazione presente nella Varia a Palmi.

    Sulla parte bassa dell’affresco, sopra la data rinvenuta, si nota, invece, un angelo munito di lancia mentre mozza le mani ad un eretico che cerca di attentare il corpo dormiente della Madre di Dio. Sono evidenti altri caratteri al momento indecifrabili. L’affresco è diviso in quattro sezioni distinte.

    Un analogo palinsesto iconografico della “Dormitio Virginis” lo troviamo a Cropani, nella Collegiata dell’Assunta, opera dipinta su tavola, di fattura bizantineggiante, che risale alla prima metà del Quattrocento e rivela influenze catalane.

    Nel dipinto si nota quasi una sequenza filmica, come in quella di Stilo: Maria addormentata in un manto azzurro, su un piano superiore gli Apostoli, poi gli Angeli in attesa, al sommo lo stesso Dio che porta in braccio la Madonna vestita in fasce bianche. Viene dunque rappresentato il movimento verso il cielo. Nella parte inferiore, come nell’affresco stilese, si nota un angelo nell’atto di mozzare le mani ad un infedele.

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