• La Calabria è tra le mete imperdibili per il 2017 secondo il New York Times e le motivazioni sono prettamente gastronomiche. “Il cibo italiano oltre le mete tradizionali” titola la giornalista statunitense Danielle Pergament secondo la quale i piatti migliori d’Italia si trovano proprio nella regione “di punta” dello stivale e non, come ci sia aspetterebbe “a Roma o in Toscana”.

    Dalla tradizione alla sperimentazione gastronomica contemporanea, il giornale americano sottolinea come la cucina calabrese di oggi non si basi solo sulla notissima ‘Nduja e sull’incredibile produzione di Bergamotto, ma anche e soprattutto sull’agricoltura biologica e la riscoperta di vitigni autoctoni.

    “Il nostro vero tesoro vede finalmente la luce”. Antonio Abbruzzino, titolare di un ristorante a Catanzaro, chef tra quelli menzionati dal New York Times, che si stanno facendo un nome negli ambienti enogastronomici, non nasconde la grande soddisfazione per l’indicazione della Calabria tra le mete imperdibili del 2017, secondo il giornale americano. “E’ un risultato straordinario – dice Abbruzzino in una conversazione telefonica con l’Agi – a dimostrazione della riconosciuta qualita’ della cucina delle diverse aree della Calabria, che gia’ da tempo raccoglie consensi”.

    Antonio Abbruzzino è a capo di una famiglia di ristoratori (tra l’latro di recente premiata da una guida gastronomica come famiglia dell’anno 2017) ed il figlio Luca, gia’ incoronato chef giovane dell’anno da “L’Espresso”, da tempo guida la cucina. “Il nostro segreto – sottolinea lo chef – e’ nella nostra terra. I prodotti calabresi, di qualsiasi genere, hanno una marcia in piu’ e conquistano anche i palati più esigenti. Ogni giorno dialoghiamo con le risorse professionali locali. Luca mantiene rapporti con piccoli produttori agricoli, capaci di fornire cose eccezionali. Ecco perchè in diverse parti del mondo oggi amano la cucina calabrese”. Proprio di recente il ristorante Abbruzzino ha cambiato look, in sala ed in cucina. “Ma il nostro punto di riferimento – conclude Antonio – resta la terra calabrese, tutto quello che e’ in grado di produrre noi lo utilizziamo. E questo, ovviamente, rende la cucina calabrese straordinaria, unica ed inimitabile”.

    Fonte: repubblica.it

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