• di Pasquale Romano – #DiscoverCalabria. Parte oggi una nuova rubrica di Citynow, dedicata agli angoli più belli della Calabria. Ogni settimana, spazio ad un borgo, un paese, un luogo caratteristico, che impreziosisce con impareggiabile bellezza la nostra regione. Luoghi ricchi di storia e arte, talvolta dimenticati, che è opportuno riportare alla luce in tutto il loro fascino.

    Primo appuntamento di #DiscoverCalabria dedicato a Roghudi, un ‘fantasma incantevole‘.

    Pierpaolo Zavettieri il sindaco insediatosi lo scorso anno, definito ‘Lo straniero‘ per la sua provenienza da Bova. Dopo l’alluvione degli anni ’70, Roghudi fu dichiarata totalmente inagibile. Il paese, poco più di 1000 anime, si è trasferito nelle vicinanze. ‘Siamo un enclave di Melito. Abbiamo due piccoli borghi, Chorio e Rhogudi Nuovo. I residenti vivono in un villaggio costruito dallo stato post alluvione. Roghudi è stata dichiarata zona a rischio idrogeologico r4, purtroppo è un villaggio morto‘ dichiara Zavettieri ai microfoni di Citynow.

    Negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, Roghudi conosceva il periodo di maggior splendore. Circa 3 mila gli abitanti, ‘poi è iniziato il degrado urbanistico. Negli anni 70 si è costruito male – afferma il primo cittadino- alcune scelte oscene hanno intaccato il decoro urbano e il paesaggio‘.

    Rocca del Drago e Le Caldaie del Latte alcuni degli elementi paesaggistici maggiormente riconosciuti di Roghudi. Un borgo dalle enormi potenzialità, immerso nell’area grecanica. ‘Sarebbe davvero tra i più belli in assoluto se sfruttato pienamente. Purtroppo, per motivi logistici, siamo costretti a limitare al massimo le iniziative. Qualche data del Paleariza, appuntamenti dedicati al trekking e poco altro‘.

    Sincero il dispiacere di Zavettieri, altrettanto reale la voglia di costruire un futuro ricco di possibilità per Roghudi e l’area circostante. ‘Ci sono diversi progetti e idee in ballo, vogliamo intraprendere la strada delle attività di aree interne che ci dà la possibilità di accedere a fondi statali‘.

    L’obiettivo riguarda una progettazione di rete, unica, con tutti i comuni dell area grecanica. I fondi statali sarebbero utilizzati in una macro progettazione che vada ‘in profondità‘ grazie ad una collaborazione con i singoli comuni e borghi. ‘Sarebbero soldi ben spesi, in modo organico, senza campalinismi. In passato alcuni fondi sono stati gestiti male, non hanno prodotto nulla. Non si deve fare lo stesso errore‘, assicura Zavettieri.
    Esame di grecanico per ‘Lo Straniero‘, che dimostra di masticare qualche parola dell’antica lingua: ‘Mio nonno lo parlava fluentemente, io comprendo bene ma non conosco tutti i vocaboli‘, ammette sorridendo.

    Tra i miti e le leggende che animavano Roghudi e i borghi dell’area grecanica impossibile non citare ‘Le Narade‘, le donne asino. Per gli abitanti dell’isola ellenofona calabrese, hanno sempre rappresentato l’essere crudele per antonomasia. Il loro tallone d’Achille erano i piedi, il rumore degli zoccoli e la forma asinina tradivano la loro presenza. Le Narade infatti avevano due piedi di asina e due di essere umano.

    Dal passato remoto al futuro. Quali le reali possibilità e potenzialità di un’area non sfruttata a dovere ? Infinite secondo il sindaco Zavettieri: ‘Ci sono quattro tipi di turismo che possiamo incrociare, sfruttando appieno tutti i borghi che sono concentrati in pochi chilometri. Balneare, montano, religioso ed eno-gastronomico. Credo sia difficile trovare altrove una tale concentrazione di arte, cultura e tradizione in uno spazio cosi ridotto‘.

     

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