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Braccio di ferro tra Falcomatà e Salvini. Il Sindaco pronto ad accogliere 629 migranti. E intanto Aquarius continua a girare…

  • di Vincenzo Comi – L’ultimo post del Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà recita così:

    “C’è una nave in mezzo al Mediterraneo con 629 persone a bordo, fra cui 11 bambini e sette donne incinte, in condizioni molto precarie di salute. Di fronte a uomini, donne e bimbi che hanno bisogno di essere curati, la strategia non può essere quella di chiudere i porti senza un criterio. Lo diciamo chiaramente: anche oggi Reggio Calabria si rende disponibile ad accogliere chi salva vite umane in mezzo al mare. Così come in passato abbiamo dato degna sepoltura a 45 disperati migranti morti nel Mediterraneo. Il nostro cuore è grande, più grande di chi vuole speculare senza un briciolo di umanità. Noi restiamo umani”.

    Impossibile non essere d’accordo se si pensa a chi, in questo istante lotta tra la vita e la morte. L’istinto e il senso di pietà ed umanità prevale o almeno dovrebbe prevalere.

    Eppure il braccio di ferro continua, ad ogni emergenza. Ad ogni  allarme. Ad ogni barcone. Da un lato chi, come Falcomatà crede nello spirito di accoglienza ed umanità sopra ogni cosa, dall’altro chi, come Salvini, intende adottare un approccio più duro nei confronti dei migranti che arrivano in Italia.

    Falcomatà rema dunque contro Salvini e tutti coloro che intendono chiudere i porti in Italia. Il Sindaco di Reggio Calabria sfida così il ministro dell’Interno dichiarandosi disponibile ad accogliere la nave con a bordo i migranti.

    Al di la delle politiche sull’accoglienza dei migranti, che sicuramente meritano di essere riviste noi dobbiamo rimanere umani e non possiamo essere  indifferenti di fronte ad una tragedia che colpisce oltre 600 persone che si trovano in mezzo al mare con diversi minori e sette donne incinte – ha dichiarato poco fa in diretta telefonica su RadioRai intervistato nell’ambito della trasmissione “Tutta la città ne parla” – Nonostante le difficoltà di carattere economiche che abbiamo non possiamo rimanere indifferenti anche per quella che è la storia della nostra città, che ha vissuto sulla propria pelle le tragedie della migrazione. Conosciamo le sofferenze di queste persone e non possiamo rimanere indifferenti.”

    Ma i cittadini di Reggio Calabria come la pensano?

    Negli anni Reggio Calabria ha accolto migliaia di migranti. Nel 2015, in occasione della giornata mondiale dell’accoglienza Reggio è stata scelta come città capofila del nostro paese. C’è sempre stato un lavoro di squadra compresa la straordinaria sensibilità delle associazioni reggine. Abbiamo vissuto momenti in cui dovevamo accogliere una nave a settimana ed eravamo sempre pronti ad ospitare. La mia non è una posizione isolata ma rappresenta la stragrande maggioranza delle persone e dei reggini che hanno fatto sempre la propria parte in queste tragedie”.

    E a chi afferma “Adesso basta!”? 

    “La politica sugli sbarchi va rivista. Senza dubbio. Abbiamo in passato vissuto momenti in cui non esistevano più luoghi sicuri e in cui sono stati aperti centri civici come stadi o palestre. Dal giugno del 2017 non sono più arrivate navi in città grazie all’intervento dell’ex ministro Marco Minniti”.

    Sette donne incinte a bordo, undici bambini e 123 minori non accompagnati. Numeri che dovrebbero di per se spegnere ogni polemica e che dovrebbero permettere ad Aquarius di ‘toccare’ terra, qualsiasi essa sia, al sicuro.
    Dal governo assicurano che «si interverrà per risolvere eventuali situazioni di emergenza», lasciando intendere che se ci fossero persone in difficoltà saranno prelevate con elicotteri o trasferite su imbarcazioni di soccorso.

    Intanto la nave continua a girare in acque maltesi in attesa che le autorità de La Valletta formalizzino il rifiuto all’approdo. Se dovesse presentarsi lo “stato di necessità” Aquarius entrerà nelle nostre acque per riuscire ad attraccare in uno scalo italiano. Tra le ipotesi probabili anche Reggio Calabria.

    Continua dunque il braccio di ferro. Nel frattempo nel bel mezzo del Mediterraneo c’è una nave con 629 migranti che continua a navigare in modo circolare tra la Sicilia e Malta con sette donne incinte. In tutto questo c’è una città, Reggio Calabria, pronta ad accogliere. ..

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