• di Pasquale Romano – Oltre lo sport, c’è la passione. Il basket in carrozzina (Bic) è uno di quei ‘mondi paralleli’ dove tutto è possibile, a patto di concedersi totalmente alla disciplina. Lo sport diventa cosi punto di partenza e di arrivo, un altro mondo che allontana le difficoltà, i problemi, e abbraccia la felicità.

    Dopo aver sfiorato la promozione in serie A nella scorsa stagione, il destino dell’A.S.D. R.C. Basket in carrozzina sembrava già segnato, verso un triste epilogo. Le difficoltà economiche riguardanti l’iscrizione al nuovo campionato sembravano insormontabili, ma nel momento in cui la partita ormai sembrava persa, il Grande Oriente d’Italia ha fatto ingresso in campo, concedendo un importante sostegno economico alla società reggina e permettendo cosi la prosecuzione di un sogno.

    Il coach Antonio Cugliandro, ospite della redazione di Citynow assieme alle giocatrici Ilaria D’Anna e Chiara Sorrenti, non nasconde l’entusiasmo per l’avvio della stagione ma non si abbandona a facili proclami: “Partiamo a fari spenti, con l’obiettivo preciso di far crescere i diversi giovani in rosa. Lo scorso anno avevamo una squadra molto esperta, quasi un ‘Dream Team’, per questa stagione invece abbiamo puntato sulla linea verde, un progetto a media scadenza. Sarà complicato lottare per le prime posizioni ma puntiamo a essere la squadra rivelazione del girone Sud”.

    Cugliandro, ex giocatore di basket, per un serio problema alla schiena si è avvicinato sei anni fa al mondo del basket in carrozzina. “C’è molta ignoranza legata a questo sport. La principale? Credere che per poter giocare bisogna essere costretti sulla sedia a rotelle. Non è cosi, anche con una patologia motoria che non impedisce la deambulazione si può giocare a Bic. Chi prova questo sport, se ne innamora subito”.

    Innamoramento dentro…e fuori dal campo. Cugliandro è sposato con Ilaria D’Anna, ex giocatorice di basket passata al Bic dopo aver scoperto di avere la spondilite anchilosante, un’infiammazione cronica e degenerativa che colpisce articolazioni e ossa. “Da quel giorno il mio mondo è totalmente cambiato, ascoltare il mio corpo e le sue necessità è diventata la priorità assoluta. Dopo il timore iniziale, ho superato il blocco psicologico grazie ad Antonio e mi sono tuffata 3 anni fa in questa avventura. Per me il Bic è lo sport più bello che esiste, anche perchè adoro la competizione con gli uomini… (ride, ndr)”.

    Il basket in carrozzina permette infatti di avere squadre miste, anche se solitamente il numero di uomini in campo è superiore. “Gli scontri con gli avversari danno un’adrenalina incredibile, voglio far vedere di non essere inferiore ai maschi e questo mi dà una carica pazzesca”, dichiara divertita Ilaria. La giocatrice reggina, in pochi anni, è diventata una delle top player del panorama nazionale femminile, movimento in notevole crescita. “Sono felicissima di aver contribuito alla prima storica vittoria dell’Italia femminile, contro la Turchia. Partecipare agli Europei in Inghilterra è stata un’immensa soddisfazione, spero di poter crescere ulteriormente in futuro. Magari in azzurro porterò con me Chiara...” (sorride, ndr).

    La reggina Chiara Sorrenti è alla sua prima esperienza assoluta con il Bic. Dopo aver praticato per diversi anni la pallavolo, complice un serio problema alle ginocchia Chiara ha dovuto dire basta. “Un’operazione alle rotule ha in parte risolto i miei problemi, però non potrò più praticare sport in piedi purtroppo. Ilaria mi ha proposto di unirmi in questa avventura e dopo qualche titubanza iniziale ho accettato. Sono curiosa di capire come sarà praticare questo sport, conto sul sostegno e i consigli di Ilaria, oramai giocatrice esperta. Ho passato un periodo piuttosto complicato di recente, grazie a questa avventura voglio ritrovare gioia e serenità”, sospira Ilaria.

    E’ semplice rintracciare in sport quali il basket in carrozzina valenze che valicano enormemente i confini delle semplici attività sportive. Ci sono aspetti sociali, umani, ci sono esistenze che ripartono dopo un brusco stop. C’è la voglia di rialzarsi, e lottare attraverso un campo che diventa metafora di vita.

    E’ il caso ad esempio dei due senegalesi che saranno inseriti nell’organico dell’A.S.D. R.C. Basket in carrozzina nella stagione che partirà il prossimo novembre. “Uno dei due sono andato a trovarlo in ospedale -ricorda Coach Cugliandro- ha subito un’amputazione subito dopo lo sbarco al porto di Reggio Calabria. Ho insistito affinchè facesse parte della nostra famiglia, adesso la sua energia è contagiosa e trascina tutto il gruppo”. Fa eco Iaria D’Anna: “Si sono integrati alla perfezione, è questa una delle forze principali di questo sport. Siamo un gruppo unito, anche e soprattutto fuori dal campo. Capita di ritrovarci per fare una spaghettata, semplicemente per la gioia di stare insieme”.

    Sarà un’avventura entusiasmante quella A.S.D. R.C. Basket in carrozzina nel prossimo campionato di serie B. Se il sogno può essere quello del grande salto in serie A, fuori dal campo la realtà ha già disegnato cieli di coraggio e speranza…

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