• Un teatro viscerale quello di Angelo Colosimo, autore e interprete di Simu e Pùarcu, l’ultimo lavoro che chiude la trilogia dedicata alla famiglia nelle sue sfaccettature più atroci e agghiaccianti, nel loro istinto animale, preceduto da L’Agnello di Dio e Bestie Rare. Per Colosimo il teatro è uno strumento prezioso per mettere in luce storie dimenticate o irrisolte, ormai seppellite nel dimenticatoio comune.

    Simu e Pùarcu conduce una doppia indagine: il caso archiviato e mai risolto della morte di Santino Panzarella, del quale non è mai stato ritrovato il corpo, e il tentativo di analizzare il contesto entro cui si compie il delitto di mafia. È per questa necessità che l’artista calabrese si avvale, tra gli altri, della collaborazione di Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie.

    Storie di Calabria che possono essere lette in chiave universale, per conoscere e riconoscersi. Quelle che Colosimo mette in scena, diretto da Roberto Turchetta, sono storie di rilievo sociale che si sono conquistate i premi Drammaturgie Sommerse e BRISA, con Bestie Rare, finalista anche al Cassino off per il teatro civile, mentre L’Agnello di Dio è stato finalista al premio Testori.

    Simu e Pùarcu ha avuto il privilegio di debuttare all’interno del prestigioso Festival del teatro di

    Napoli la scorsa estate, continuando a registrare sold out nei successivi spettacoli in tutta Italia.

    Nota di regia

    Con questo spettacolo si chiude un cerchio, il terzo monologo di una trilogia che racconta la famiglia e l’infanzia nelle sfaccettature più atroci e agghiaccianti. Ancora una volta Colosimo mette in luce il tema familiare in un’accezione allargata alle dinamiche n’dranghetistiche: una famiglia nella famiglia, che si riunisce nel ventre di una campagna per l’uccisione di un maiale, una ritualità dovuta, quasi necessaria, legata alla tradizione più arcaica e contadina. L’uccisione di un “Pùarcu” che serve a sfamare bocche fameliche e a dare sostentamento per gli anni futuri. Forte risulta la contaminazione del mito di Atreo, che in questo testo viene rivisitato e travestito, dipinto e manipolato ad arte. Il mito che si intreccia fortemente con la vendetta familiare, “sangue chiama sangue”, portata alle estreme conseguenze nella sua ripercussione sui discendenti. Una gestione del potere basata sui tentacoli parentali, dove tutti hanno dei ruoli da rispettare e che anela a tenere le cose sempre uguali. Anche questa volta la vendetta come unico spiraglio, unica soluzione per lenire la rabbia. Le regole sono chiare: chi sbaglia paga. Ma anche chi non sbaglia non è immune da colpe.

    Simu e Pùarcu di e con Angelo Colosimo

    regia Roberto Turchetta

    produzione Wobinda Produzioni – Wobinda.it

    18 Gennaio 2018 ore 21:00 Teatro dell’Acquario – via Pasquale Galluppi 15, Cosenza

     

     

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