• di Anna Biasi – Un cast totalmente reggino mette in piedi al Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria il grande poema epico attribuito ad Omero ma in chiave moderna. L’idea di realizzare questo musical nasce in primis dal direttore organizzativo Giuseppe Mazzacuva e dalla collaborazione di Elena Pietropaolo e Vincenzo Beltempo, autore dei testi delle musiche e della sceneggiatura. Il Musical, che si colloca all’interno del “FAMAG – Festival delle Arti della Magna Grecia”, oltre a cambiare prospettiva e sostituire il viaggio di Ulisse con quello di Penelope è un tributo al femminismo e alla libertà sessuale. Tutti i protagonisti della vicenda hanno cantato live e l’energia e la voglia di stare sul palco si è espressa attraverso i movimenti. Onnipresenti, infatti, i corpi di ballo Restart Ginnastica ritmica e Dance in Park di Reggio Calabria che si sono mossi fin dalle prime note tra la platea, facendo anche sobbalzare qualcuno dalla sedia.

    Grazie a Roberto Aloisio è stato creato un trucco post moderno tenendo in considerazione gli abiti reali dell’epoca e le musiche, spaziando molto su effetti luce ed effetti speciali come le ferite e l’anatomia dei muscoli addominali di Ulisse.

    Scenografie di Antonio Rieto con ben quattro led wall e una retroproiezione centrale di quasi dieci metri, bellissimi i costumi di Renè Bruzzese curati con gli accessori e gioielli di Alessia Teoclè e coreografie di Noemi Verduci, trentenne alla sua prima esperienza ma che si è dimostrata una vera professionista del settore.

    La prospettiva della vicenda è completamente invertita: Ulisse (Alfredo Romeo) non è il viaggiatore e Penelope (Meriam Jane) la tessitrice di tela. Telemaco, il figlio, (Andrea Stillitano), sull’orlo della follia urla contro il padre in catene arreso senza combattere, e invoca la madre che non vede da oltre dieci anni.

    Penelope svenuta sulla spiaggia dell’isola di Scheria nasconde la sua vera identità, dichiarando di essere solo una viandante ma Alcinoo (Domenico Calarco), padre di Nausicaa (Ivan Pizzimenti) la faranno confessare. Straordinariamente in questa performance, anche la figura ospitale della mitologia greca, è capovolta: Nausicaa è un uomo. La maga Circe (Aurora Angelone), invece, resta dai tratti femminili e innamorata di Penelope, mostrando anche qui l’abbattimento delle barriere sessuali.

    Penelope ci racconterà dei suoi viaggi, delle sue avventure, delle sue epiche battaglie e di come ha saputo destreggiarsi tra mille difficoltà, ostacoli, nemici e tentazioni. Grazie ad una pozione magica addormenta la maga e supera le tentazioni delle sirene (Antonella Postorino, Sara Costantino, Ioana Trovato e Fiorella Angelone) e con lealtà verità e amore, per mezzo del suo racconto commuove Alcino e Nausicaa che gli forniranno i mezzi per ritornare ad Itaca.

    Durante le vicende epiche un messaggio importante è lanciato da Vincenzo Beltempo attraverso il testo e da Meriam Jane attraverso l’interpretazione della scena, quello in cui la donna qualunque, studentessa, donna in carriera, donna sportiva o casalinga, è al centro, pari all’uomo, e si sveste dei propri abiti in un’ottica di parità di diritti.

    Penelope non smette di lottare ed è cosciente che i sogni si possono realizzare e quello in cui crede è in un mondo più sincero e nonostante il re dei Proci (Daniel Paola) si opponga a tutti i costi, la Regina, Penelope, la madre simbolica di tutta l’umanità, trionfa, sconfiggendo la malvagità e tornando tra la sua gente.

    Importante la risposta del pubblico, sia durante il serale con continui appalusi, sia la mattina con sold out e la presenza delle scuole, con 800 persone al primo turno e 500 al secondo.

    Appagata la regista Elena Pietropaolo, commenta a fine spettacolo “è stato un lavoro molto complesso e pesante ma che ci ha regalato tante soddisfazioni. È la prima volta che mi ritrovo a ricoprire il ruolo di regista per un musical così importante, ed è straordinario come abbiamo fatto gruppo, lavorando tutti insieme in sinergia, ottenendo ottimi risultati. Noemi, la coreografa è stata una compagna di viaggio eccezionale perché mi ha supportato e sopportato. Con Vincenzo Beltempo – continua Pietropaolo – c’è stato un incontro professionale che ha portato a questo risultato, ed è stato bello lavorare insieme. Vincenzo è colui che ha creato la storia, le musiche, i testi e il susseguirsi degli eventi, ed è stato bravissimo nel raccontare, mentre il mio lavoro è stato quello di assemblare e ricreare le scene. Se ci guardiamo attorno lo scenario attuale è quello delle guerre, come quella in Syria, e il messaggio ultimo che la compagnia di Odissea vuole inviare è che comunque, attraverso mille difficoltà, i buoni vincono sempre e noi speriamo di aver vinto stasera”.

    Foto di Antonello Diano

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